La protesta dei 50 orsetti di cartapesta

12 Ottobre 2019

La manifestazione a Montecitorio del Wwf abruzzese fa il giro d’Italia. Ricci e Caserta: «Fate presto o spariranno»

L'AQUILA. Cinquanta orsetti in cartapesta, con tanto di cartellino identificativo appeso al collo, hanno invaso, ieri, piazza Montecitorio, a Roma. Un singolare flash-mob organizzato dal Wwf Abruzzo per riportare al centro dell'attenzione nazionale il rischio di estinzione dell'orso bruno marsicano. Cinquanta, quanti sono gli esemplari rimasti del plantigrado, una specie unica al mondo, che vive tra il parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il parco nazionale della Majella e le aree appenniniche limitrofe. Negli ultimi venticinque anni, ne sono stati trovati morti 43. Ed ecco che gli orsi simbolo delle aree protette abruzzesi sono comparsi davanti alla Camera dei deputati, in una silenziosa e, quanto mai, efficace forma di protesta. Un modo alternativo, quello del Wwf, per sollecitare il Governo all'emanazione di una legge speciale che istituisca e finanzi la Rete ecologica dell’Appennino, a tutela dell’habitat dell’orso.
FLASH- MOB DEGLI ORSI. Gli orsetti di cartapesta hanno catalizzato l'attenzione generale. Allineati, gli uni accanto agli altri, sono rimasti sulla piazza di Montecitorio per ore, come azione di protesta del Wwf, che ha scelto di dedicare il mese di ottobre all'orso marsicano, lanciando la campagna Orso 2x50, volta a raddoppiare la popolazione entro il 2050. «Per scongiurare il rischio di estinzione servono interventi concreti», sottolinea Filomena Ricci, delegato del Wwf Abruzzo, «di orsi marsicani ne sono rimasti poco più di 50, lo stesso numero degli orsetti di cartapesta simbolicamente esposti a Roma. L' Unione internazionale per la conservazione della natura considera questa sottospecie “in pericolo critico”, l’ultimo gradino prima dell’estinzione. Non c’è più tempo da perdere».
LE RICHIESTE. Il Wwf ha le idee ben chiare sul percorso da fare per tutelare l'orso marsicano. Ed ha presentato un pacchetto di proposte che abbraccia tutte le sfere istituzionali: la richiesta al Governo è quella un legge speciale per la tutela dell’orso marsicano con un budget di 6 milioni di euro spalmati su tre anni che, partendo dalle aree protette nazionali e regionali, dalle riserve dello Stato, dai siti della Rete natura 2000 e dai corridoi ecologici individuati, costituisca la Rete ecologica italiana nell’Appennino centrale, a tutela dell’orso marsicano. Al ministero dell'Ambiente si chiedono fondi e progetti di sistema per la biodiversità dei parchi; agli stessi parchi nazionali «di istituire o completare le aree continue per contribuire alla creazione della rete ecologica»; nell'ambito del Piano d'azione per la tutela dell'orso marsicano di sviluppare progetti coordinati di prevenzione e ricerca. «L'azione della Regione deve essere improntata», fa notare il Wwf, “al supporto, con personale adeguato, della rete di monitoraggio dell'orso marsicano, mentre quella dei Comuni all'emanazione di opportuni regolamenti in grado di ridurre gli episodi di “orsi confidenti”.
SPECIE IN ESTINZIONE. Sono molteplici i fattori che non permettono alla popolazione di orso bruno marsicano di espandersi numericamente e di ricolonizzare nuove aree vitali. «Se ciascuno farà la sua parte», commenta il vice presidente del Wwf Italia, Dante Caserta , «l'orso marsicano potrà accompagnare, in Abruzzo e nelle montagne dell’Appennino centrale, anche le future generazioni». Dei 43 orsi ritrovati il 40% è morto per bracconaggio, il 25% per cause accidentali legate all’uomo, il 14% per patologie e il 5% per aggressione diretta di cani. E comunque l'85% dei decessi è avvenuto per responsabilità diretta o indiretta dell’uomo.