La Protezione civile sfrattata da via Calabria

3 Novembre 2016

I volontari: «Siamo in prima linea per il sisma e da oggi siamo sfollati anche noi» Il gruppo rifiuta di riconsegnare le chiavi della sede. De Martinis: «Irriconoscenti»

MONTESILVANO. «Da oggi siamo sfollati anche noi». Con queste parole i volontari della Protezione civile di Montesilvano, in questi mesi in prima linea nell'emergenza terremoto nel Centro Italia, commentano delusi e amareggiati lo sfratto dalla sede di via Calabria ricevuto dal Comune in un'ottica di razionalizzazione delle spese per gli affitti.

Ma loro non ci stanno e ieri all'arrivo dei tecnici comunali si sono rifiutati di riconsegnare le chiavi fino a quando il Comune non metterà a disposizione una sede idonea allo svolgimento delle loro attività svolte in convenzione con la Regione in caso di emergenze e calamità, con il 118 per il trasporto degli infermi e con le Autostrade per l'assistenza agli utenti in caso di incidenti gravi. «Nel bel mezzo di uno sciame sismico», commenta il presidente Andrea Gallerati, «non comprendiamo come il Comune possa ritenere la nostra sede, quindi la nostra associazione, un fitto passivo di cui liberarsi». Nelle scorse settimane l'amministrazione aveva proposto all'Associazione il trasferimento nella villetta di via Adige sequestrata ai rom che però, a detta di Gallerati, non corrisponde ai requisiti richiesti per lo svolgimento delle attività oltre a non possedere uno spazio per il parcheggio dei 9 automezzi.

Il presidente, che nei giorni scorsi si era rivolto anche al sottosegretario alla Protezione civile Mario Mazzocca e al capo dipartimento nazionale Fabrizio Curcio, anche alla luce dell'avviso emanato dal Comune per la ricerca di una nuova sede per il 118, propone all’Ente di trasferire il 118 nei locali di via Calabria che ospitavano il posto fisso estivo di Polizia (non riattivato), mantenendo la sede dell'associazione. Immediata la replica del vicesindaco Ottavio De Martinis, che ricordando come il contratto di affitto avesse una durata di 4 anni ben nota a Gallerati, evidenzia nuovamente la necessità dell'amministrazione di tagliare i 50 mila euro annui tra affitto e utenze dello stabile. «Il contratto di comodato d’uso, sottolineiamo gratuito, venne stipulato con la Protezione civile 4 anni fa, quando peraltro l’associazione svolgeva le sue attività senza una retribuzione. Oggi la Protezione civile percepisce un contributo di 10.000 euro e si avvale di mezzi e attrezzature, molte delle quali anch’esse in comodato d’uso gratuito», commenta. «È evidente che Gallerati, che non conosce il significato della parola riconoscenza, continua, nonostante svolga le sue attività anche per altri Enti, ad avanzare pretese nei confronti del Comune che non possiamo più accettare». Quanto all'ipotesi via Adige, infine, De Martinis parla di «inspiegabile quanto plateale dietrofront di Gallerati, espresso esclusivamente a mezzo stampa». (a.l.)

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