La Protezione civile: tutto sotto controllo

Dalla Dicomac l’invito a non raccogliere viveri e coperte e a non intralciare il lavoro dei soccorritori
L’AQUILA. Stop ai viaggi della solidarietà, niente invio di coperte, cibo e bevande perché la macchina organizzativa del Dipartimento della protezione civile «è ormai a regime e autosufficiente». A dirlo è Luigi D’Angelo del Dipartimento nazionale che da ieri mattina ha il suo quartier generale nella scuola elementare di Amatrice in cui sono stati sistemati il Coc, il Centro operativo comunale, e il Dicomac, la Direzione controllo e comando della protezione civile. «Il messaggio da fare arrivare ai cittadini, che giustamente vogliono dare una mano agli sfollati, è che qui non c’è bisogno di sangue, né di derrate alimentari.
«In questo momento», aggiunge D’Angelo, «non serve, in quanto la macchina dei soccorsi si è attivata e stanno arrivando colonne mobili da tutto il Paese e volontari che si faranno via via carico di sistemare tutti gli sfollati». Intanto, ieri è partito il centro di coordinamento della prefettura che insieme ai Coc di Amatrice e Accumoli stanno procedendo per verificare la disponibilità alloggiativa. A questo si aggiungono i 250 alloggi del progetto Case messi a disposizione dal sindaco Massimo Cialente. «Amatrice è composta di 69 frazioni e oggi (ieri, ndr) con un lavoro spasmodico sono state tutte raggiunte dai soccorritori. È chiaro», conclude, «che non si raggiungono tutte insieme, ma al momento tutti i feriti sono stati trasferiti». Intanto parte l’sms solidale per la donazione di denaro utile per aiutare le popolazioni colpite dal sisma della notte scorsa: si donano 2 euro chiamando il 45500. Per avere informazioni ed effettuare donazioni, invece, si può chiamare il contact center della protezione civile nazionale (800840840) e i numeri verdi dedicati della Regione Marche (840001111) e della Regione Lazio (803555). Per la protezione civile regionale invece, i cittadini possono continuare a raccogliere tutto quanto possa servire per aiutare gli sfollati che si preparano ad affrontare notti non proprio calde in tendopoli oppure in sistemazioni provvisorie come le auto. L’invito, però, è di non portare subito i beni donati nei luoghi colpiti, «per non intasare in questo momento le strade di accesso», spiega il capo della Sala operativa della Protezione civile abruzzese Silvio Liberatore, «le colonne dei soccorsi, infatti, sono moltissime e hanno bisogno di spazi di manovra». (m.g.)
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