«La provincia è appetibile per il crimine organizzato, serve un fronte comune»

7 Luglio 2023

Il comandante interregionale Buratti: «Sinergia tra forze di polizia ed enti locali» Il caso Trisi e l’inchiesta per corruzione: sui fondi la nostra attenzione è massima

PESCARA. «La provincia di Pescara, con la sua particolare vivacità, è un centro di interessi appetibile, anche per la criminalità organizzata. E per mettere un argine è importante che le istituzioni pubbliche creino una sinergia, ad esempio per i fondi del Pnrr, mettendo fianco a fianco forze di polizia ed enti locali, che gestiscono i fondi e sono oggetto di aggressione della criminalità. Per fare fronte comune e dare sostegno alle amministrazioni pubbliche, la Guardia di finanza c'è». È un messaggio incentrato sulla necessità di collaborare, per salvaguardare il territorio, quello lanciato dal generale di corpo d'armata Bruno Buratti, comandante interregionale dell'Italia centrale delle Fiamme Gialle, ieri in città per una visita al comando provinciale, guidato dal colonnello Antonio Caputo, e al Reparto Aeronavale.
«Nessuno può pensare di giocare e vincere da solo», nel contrasto all'illegalità, ha detto Buratti incontrando la stampa. Anche alla luce dell'indagine della Finanza sugli appalti del Comune di Pescara che ha portato all'arresto del dirigente Fabrizio Trisi, la riflessione di Buratti riguarda in primo luogo i fondi del Pnrr, che sono «la sfida dell'anno, per la Finanza, l'impegno principale». Dal suo osservatorio, Buratti fa notare che «c’è una asimmetria tra i lavori gestiti dalle stazioni appaltanti pubbliche e le imprese private. I primi sono più lenti e invece è importante fare presto, spendendo nei tempi previsti», per garantirsi l’erogazione delle rate. Questo tema fa il paio con «la carenza di personale specializzato negli enti più piccoli» e le due cose messe insieme generano «un fattore di rischio perché di fronte ai problemi di un ente qualcuno si può proporre per risolverlo». E scatta il primo campanello d’allarme perché non si tratta di improvvisatori, ma di «consorterie organizzate che dispongono di pacchetti per drenare risorse. Si pensi alle turbative d'asta e alle corruzioni di cui ci sono casi recenti, qui, ma anche a chi offre formazione professionale, o digitalizzazione, ad esempio: possono essere contenitori vuoti. Questi professionisti sono organizzati per frodare e noi puntiamo ad agire rapidamente e in chiave preventiva, ad esempio attraverso l'accesso a tutte le banche dati, nazionali a locali, per individuare le anomalie sulle quali intervenire. E il tempo è prezioso». Non traccia bilanci, il comandante interregionale, «ma qualche irregolarità sta emergendo anche se non bisogna essere catastrofisti. Bisogna invece creare un clima di squadra, e dobbiamo essere visti come un aiuto, per evitare che qualcuno si approfitti delle risorse degli enti attuatori dei progetti».
L'attenzione è massima, dunque, sulle frodi per accedere ai fondi, che passano per «documenti falsi, come le fatture, o per l'inserimento a sistema di dati falsi». Tra i servizi che impegnano la Finanza ci sono quelli per scovare il «riciclaggio di denaro basato sulle attività commerciali e sull'e - commerce, essendoci realtà che vendono on line in Italia e incassano senza comparire o comparendo in modo fittizio. Qui a Pescara c'è un centro nevralgico, per i controlli», ha aggiunto Buratti.
Altro nodo, l’usura, «difficile da contrastare, gestita da organizzazioni criminali strutturate, come dimostrano i fatti, e i cui metodi di azione consistono in intimidazioni, coercizione ed estorsioni», di fronte alle quali le vittime «non denunciano e si fanno travolgere dal vortice». Nessun dubbio sul potere della criminalità organizzata nello strozzinaggio, «anche per questioni di contiguità geografica, con il foggiano che fa da cintura di collegamento», ma la lente della Finanza è puntata anche, su altro, come «le compensazioni dei crediti fittizi, che generano flussi di denaro dal nulla».