La Provincia mette in vendita la caserma dei vigili del fuoco

Riprende l’iter avviato dalla precedente amministrazione. Il valore stimato è di 5 milioni e mezzo Il presidente Zaffiri punta a una soluzione condivisa con il Comune, l’università e il ministero
PESCARA. La Provincia di Pescara è pronta a vendere la caserma dei vigili del fuoco di viale Pindaro. Questione di mesi, poi la procedura potrebbe essere avviata. Intanto il primo passaggio è stato compiuto, con l’inserimento della caserma nel Piano triennale delle alienazioni 2019-2021 nell’annualità 2019. Il valore, già stimato, è di 5 milioni e mezzo. Per ora si tratta solo di una proposta, contenuta in un decreto del presidente della Provincia Antonio Zaffiri, che dovrà essere sottoposta all’approvazione del consiglio provinciale. Ma dietro il decreto di Zaffiri, datato 4 marzo, c’è un percorso avviato da tempo e che fino ad oggi non ha portato a nulla. La stessa operazione, infatti, era stata avviata dal predecessore di Zaffiri, Antonio Di Marco, ma poi non è mai andata in porto e non è mai stata trovata un’area alternativa per costruire una nuova caserma. E sono passati anni.
È stato Zaffiri, dopo il suo insediamento, a rilanciare la questione convocando un incontro con il Comune, i vigili del fuoco e l’Università “Gabriele d’Annunzio”, visto che l’Ateneo e Palazzo di città hanno sottoscritto un protocollo d’intesa sull’utilizzo degli spazi della caserma per funzioni legate agli studenti della “d’Annunzio”, nell’ambito dell’idea di campus diffuso. E il Master Plan che ha ottenuto il via libera a maggio dell’anno scorso in consiglio comunale ha immaginato quell’area come uno spazio legato all’università. Ma all’incontro convocato da Zaffiri i rappresentanti dell’ateneo non si sono presentati e non è chiaro se l’ipotesi portata avanti in passato sia ancora valida, per l’università.
Gli interessi sono diversissimi in questa vicenda. E la priorità, per la Provincia, è vendere. Lo dice a chiare lettere Zaffiri. «Per la caserma dei vigili del fuoco», spiega, «la Provincia incassa ogni anno circa 17mila euro per l’affitto ma ne paga molti di più di Imu e non riesce a occuparsi della manutenzione, pur essendoci delle carenze strutturali consistenti. Non è certo mia intenzione cacciare i vigili per poi trovare una soluzione, anzi deve accadere il contrario. Ma fino ad ora nessuno si è impegnato a trovare un’area per una nuova caserma o a far acquisire la caserma esistente. Ma noi siamo determinati a vendere, promuovendo un’asta», aggiunge il presidente ricordando che la Provincia ha «bisogno di fondi». E le somme incassate dalla vendita della caserma sarebbero utilizzate «per interventi sulla viabilità e l’edilizia scolastica», come si legge nel decreto di due settimane fa.
Zaffiri si è dato un limite temporale per chiudere la vicenda che si trascina da anni e ha visto scendere in campo anche la Regione, senza frutti. «Aspetterò che si insedi la nuova amministrazione comunale per capire qual è l’orientamento. Perché credo che sia il Comune a dover prendere in mano la situazione, essendo l’ente che disegna lo sviluppo della città. L’ideale sarebbe trovare una soluzione condivisa da tutti e cioè Provincia, Comune, vigili del fuoco e Università. E io spero che resti a servizio della città, per la sua crescita. Ma è il Comune che deve prendere in mano la situazione».
Il sindaco Marco Alessandrini ricorda che è stato seguito un percorso con l’Università. «Ci sono stati incontri, documenti e un protocollo d’intesa» che hanno interessato anche quell’area. E l’indicazione è che venga destinata «in favore dell’Università per cui ora ci devono dire se hanno cambiato idea».
I vigili del fuoco non sono rimasti ad aspettare. Il comandante provinciale Vincenzo Palano, dopo aver ottenuto il via libera dal ministero, ha avviato «la procedura per trovare un’area da destinare alla realizzazione della nuova caserma. E si sta anche valutando se esiste la possibilità, da parte del ministero, di acquistare direttamente la caserma attuale» che però andrebbe rimessa a nuovo (basti pensare agli allagamenti in caso di pioggia).
La partita, insomma, è ancora assolutamente aperta e i tempi si annunciano biblici.
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