La quarta ondata fa più casi a Pescara, Sulmona e Roseto

La nuova mappa dei comuni e fasce d’età: il virus corre tra gli under 12 non vaccinati
L’epicentro del contagio della quarta ondata della pandemia si sta spostando verso l’area metropolitana di Pescara. E da qualche giorno produce i suoi effetti anche nel Chietino. Restano comunque alti i numeri del Teramano (soprattutto a Roseto), dove il virus si sta lentamente spostando dalla costa verso l’entroterra e il capoluogo, mentre l’Aquilano e Sulmona respirano dopo settimane da record nella diffusione dei contagi. Per il responsabile regionale delle emergenze sanitarie Alberto Albani, ad ogni modo, nessun comune abruzzese ha numeri tali da rischiare maggiori restrizioni rispetto al resto del territorio. Ma c’è preoccupazione per la crescita dei casi: per questo le Asl stanno aumentando i tamponi molecolari eseguiti, con il preciso scopo di evitare grandi focolai.
Questo, mentre i più contagiati restano i giovanissimi, che vanno a scuola e non hanno potuto ricevere il vaccino: i casi tra gli under 12 sono il 18% del totale. I meno positivi, invece, gli anziani con più di settanta anni, ma anche gli adolescenti. A riprova, ancora una volta, dell’efficacia del vaccino anti-Covid, pur con la circolazione della variante Delta, pur con il calo di copertura dopo i sei mesi dalla seconda dose.
RECORD dELL’AREA
METROPOLITANA
È Pescara il nuovo epicentro di questa fase della quarta ondata, come avvenuto in altri momenti della pandemia. La città più popolosa d’Abruzzo ha infatti superato Sulmona in testa ai comuni con più casi nel mese di novembre, grazie al record assoluto di quelli fatti registrare nell’ultima settimana: ben 79. Staccata notevolmente al secondo posto nel dato sugli ultimi sette giorni c’è un’altra città dell’area metropolitana pescarese: Montesilvano, con 47 casi. Impennata fortissima invece quella di Spoltore negli ultimi giorni: dall’11 novembre a ieri ha contato il 77% dei casi di tutto il mese.
L’IMPENNATA
NEL CHIETINO
Dopo una breve tregua, Vasto torna di nuovo a crescere: negli ultimi sette giorni 43 contagi, cioè il 63% di quelli fatti registrare dal primo novembre. E questa volta si tira dietro anche San Salvo, che ha registrato 21 contagi nella settimana con la stessa identica impennata di Vasto. Cresce nettamente pure Chieti: 40 casi negli ultimi sette giorni, sul totale di 37 da inizio mese. Ma è di Ripa Teatina il record regionale in termini di crescita settimanale: dall’11 novembre ha fatto registrare 15 casi, mentre al primo al 10 del mese ne aveva avuti solo 3.
LO SPOSTAMENTO
NEL TERAMANO
Il numero dei positivi resta alto a Roseto che è al terzo posto regionale sia tra i comuni con più casi da inizio mese che negli ultimi sette giorni. Ma la crescita negli ultimi giorni è diminuita. Tanto che la città di Teramo l’ha raggiunta al terzo posto nel dato settimanale, facendo registrare 44 casi dall’11 novembre sul totale dei 77 da inizio mese. Crescita stabile a Giulianova, nonostante il piazzamento della città sia ancora alto nelle classifiche. Il dato della Val Vibrata mostra ancora più nettamente lo spostamento del contagio dalla costa verso l’entroterra: curva di crescita appiattita ad Alba Adriatica, Tortoreto e Martinsicuro, mentre impennata a Sant’Egidio alla Vibrata, con 16 casi nell’ultima settimana sul totale di 22 da inizio mese.
La frenata
nell’AQUILAno
Si nota una frenata importante nella crescita dei contagi nelle maggiori città dell’Aquilano.
L’esempio è quello di Sulmona, che per settimane è stata ai vertici regionali, anche a causa del focolaio in una casa di riposo: è ancora seconda per casi da inizio mese, ma negli ultimi sette giorni ne ha fatti registrare solo un quarto del totale.
Qualche strascico in zona lo si vede ancora a Pratola Peligna, che è in forte salita. Crescita rallentata, invece, all’Aquila città, che ha contato solo 18 casi negli ultimi sette giorni tra i suoi 70mila abitanti. Nella Marsica, inoltre, si è appiattita la curva della crescita. Anche nella città di Avezzano.
«NESSUN COMUNE
È A RISCHIO RESTRIZIONI»
«Stiamo monitorando la situazione, il dato Pescarese potrebbe anche essere dovuto al fatto che qui in media sono stati effettuati più tamponi di recente», spiega il referente regionale per le emergenze sanitarie Albani, «vedremo nei prossimi giorni anche se ci sarà una crescita nei ricoverati. Al momento non c’è pressione ospedaliera perché il vaccino limita i danni del virus, ma i numeri più alti sono ancora quelli del Teramano». Poi ancora: «Vista la crescita dei casi, nei giorni scorsi abbiamo chiesto alle Asl di aumentare il numero dei tamponi eseguiti, perché sul territorio ci sono tante “fiammelle” che possono divampare in un incendio. Ma finora nessun grande focolaio. E nessun comune abruzzese al momento ha parametri tali da rischiare ulteriori restrizioni».
PIÙ CONTAGIATI
I GIOVANISSIMI
Tra le “fiammelle”, quelle che interessano direttamente o indirettamente le scuole. Sono infatti ancora i giovanissimi – che ancora non hanno potuto ricevere il vaccino – quelli che più si contagiano e più fanno circolare il virus: ben 381 under 12 positivi dal primo novembre sul totale dei 2.123, cioè il 18%. Solo qualche settimana fa era il 15%. Subito dopo vengono i quarantenni (333 casi, 16%) e i cinquantenni (319, 15%). Percentuali più basse per i ventenni (238 casi, 11%), i trentenni (228, 11%) e i sessantenni (224, 10%). I meno contagiati di tutti sono gli adolescenti tra i 12 e i 19 anni (156 casi, 7%), ma anche gli anziani, cioè le due fasce che più si sono immunizzate: 131 casi tra i settantenni (6%) e 113 tra gli ultraottantenni (5%). È, questa, la prova del nove dell’efficacia del vaccino.
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