La rabbia dei genitori: costretti a riprendere di corsa i nostri figli

19 Gennaio 2016

Beffati gli studenti in arrivo sui bus dall’entroterra pescarese I ragazzi provenienti da Foggia accolti comunque al De Cecco

PESCARA. A raccontare le difficoltà provocate dall’ordinanza del sindaco Alessandrini, annunciata solo alle 7 di ieri, sono principalmente studenti e genitori. «Speriamo che non si verifichi più un fatto del genere», ha commentato Saverio Gileno del Collettivo studentesco di Pescara, alunno del liceo Classico. «Molti pendolari hanno riscontrato disagi», dice facendo riferimento a chi arrivava in città, ad esempio, da Loreto Aprutino, Penne, Scafa e altri comuni limitrofi. Quando il Comune ha dato notizia della chiusura delle scuole questi studenti «erano già partiti e sono anche arrivati a Pescara, trovando gli istituti chiusi. Stessa situazione anche per una trentina di convittori dell’istituto professionale “De Cecco”, che fortunatamente sono stati accolti dalla scuola», racconta sempre Gileno. Un gruppo proveniente da Lettomanoppello, aggiunge il rappresentante del Collettivo, «era partito ed è stato costretto a scendere a metà tragitto, rimanendo a piedi».

Tra le mamme che si sono lagnate c’è anche Maria Assunta Di Maria. «I miei due figli sono andati presto a prendere il pullman a Manoppello per recarsi a scuola a Pescara. Quando erano per strada abbiamo saputo dell'ordinanza per cui sono scesi alla prima fermata e noi genitori, con le macchine, siamo dovuti andare a recuperarli. Ora io chiedo se una cosa del genere è possibile. Il sindaco deve sapere che la stragrande maggioranza degli alunni delle scuole di Pescara arriva dai comuni vicini, molti si alzano prima delle 6. L'ordinanza di chiusura va fatta presto o, ancora meglio, la sera prima». Di Maria racconta anche di una ragazzina che «è caduta rovinosamente sul ghiaccio per andare a prendere il pullman. Per cosa, in fin dei conti? Per scendere dopo 10 minuti e tornarsene a casa». Questa mamma conclude dicendo: «Grazie mille sindaco».

«Complimenti per la tempestività», ha aggiunto un’altra mamma approfittando del dialogo con il sindaco attivato su Facebook. «Mia figlia, pendolare, lo ha saputo che era già sul bus e le è andata bene perché è potuta andare a casa di amici, e lì rimarrà».

«La nostra scuola era aperta dalle 7, in via Tirino», spiega la presidente dell’istituto alberghiero Alesssandra Di Pietro. «Quando si sono presentati i giovani che hanno una sistemazione nel convitto e che partono da Foggia alle 5, abbiamo consentito loro l’ingresso a partire dalle 14.30, anche se non abbiamo potuto garantire il pranzo. E nel momento in cui abbiamo saputo della decisione di sospendere le lezioni, ho fatto chiudere la scuola», prosegue la preside.

In molti, ieri sera, hanno suggerito di lasciare le scuole chiuse anche oggi, per evitare pericoli legati al ghiaccio. «L’importante», si è augurato qualcuno, «è che non esca di nuovo l’ordinanza alle 7, quando sono sveglia da un’ora».

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