La rabbia di Landini: «Hanno violentato il mondo del lavoro»
Il segretario della Cgil annuncia una manifestazione unitaria I sindacati saranno in piazza compatti sabato 16 ottobre
[LUOGO]MILANO
[TESTO]Non si lascia accecare dalla rabbia, è lucido Maurizio Landini, il numero uno della Cgil. E soprattutto non è solo. Il giorno dopo l'assalto squadrista alla sede nazionale del sindacato, in migliaia hanno partecipato all'assemblea generale convocata a Roma e presidi davanti alle Camere del lavoro sono stati organizzati in tutta Italia. «Insieme a Cisl e Uil abbiamo immediatamente capito che bisognava rispondere, è stata un'offesa alla nostra Costituzione, hanno violentato i diritti e il mondo del lavoro. Abbiamo capito che bisognava reagire e mobilitarci, guardare avanti e capire come ricostruire questo Paese» dice Landini e suona come un manifesto delle prossime mosse delle parti sociali. È come una scossa per tutti.
«Sono in una fase di lucidità - dice Landini - lo Stato deve reagire, venga applicata la nostra Costituzione» antifascista, ma non è il momento della rabbia è «il momento di ascoltare e dare voce ai bisogni di questo Paese». «Bisogna saper unire» dice più volte partendo dal malessere, sempre più evidente, che però va affrontato. Guardare ai cortei No Green pass può fuorviare, il diritto di manifestare «va difeso! Ma chi ha assaltato la Cgil sta sfruttando questo malessere per qualcosa che non c'entra nulla» dice. E poi prova a ricentrare il focus. «È il momento di assumere delle decisioni, applicare la Costituzione significa anche sciogliere certe organizzazioni» ma soprattutto, secondo il sindacalista, bisogna «risolvere i disagi sociali» e fare «le riforme, mettendo il lavoro al centro». La prima richiesta di Landini è quella di intervenire ed eliminare la precarietà ma poi ci sono le pensioni, i salari, gli ammortizzatori sociali e una nuova politica industriale. «Voglio ringraziare da subito Cisl e Uil. Ieri ci abbiamo messo 3 minuti per decidere che sabato 16 saremo tutti insieme in piazza. Perché non solo non vogliamo tornare indietro, ma vogliamo andare avanti e ricostruire» prosegue.
Ed ecco che in Corso Italia, ma poi a Milano, a Bologna, a Firenze e un po’ in tutte le città in strada si riversano le persone, cantano Bella Ciao e rispolverano vecchi slogan anni 70. E qui la rabbia, che si mischia alla paura, si avverte; qualcuno pensa al pericolo scampato e qualcuno alla sbagliata gestione politica. Forse per questo Landini fa chiari distinguo. «L'attacco non c'entra nulla col Green pass, lo stanno strumentalizzando, l'attacco non è stato contro la Cgil ma contro quello che rappresenta, un baluardo per la democrazia» e richiama ad unirsi all'evento di sabato prossimo. «Ci rivolgiamo a tutte le associazioni, tutte le forze politiche e i cittadini che credono nella Costituzione di essere tutti insieme uniti il 16 per dare un'indicazione al paese e all'Europa».
Poi di nuovo in serata ricorda: «è il momento di chiamare tutto il Paese, perché la democrazia è partecipazione. L'apertura, la partecipazione, la ripresa di parola deve essere in ogni luogo di lavoro, in ogni città, condominio. È il momento di uscire, di non aver paura, di riprenderci la parola».

