La Regione accusa la Snam: sottovalutati i rischi

8 Marzo 2015

D’Alessandro: stiamo valutando azioni legali. Rilievi anche a Enel per la tenuta delle linee L’europarlamentare Aiuto (M5S): alzare l’attenzione sui progetti in corso in zone sismiche

PESCARA. Ieri Snam Rete Gas ha taciuto sull’esplosione dell’impianto a Mutignano di Pineto, causato pare (ma non tutte le versioni concordano) da un movimento franoso del terreno. Sul sito della società, dove spicca lo slogan: “Snam, sicurezza e flessibilità al servizio del Paese”, non c’è traccia dell’incidente. Forse perché si tratta di un sito “istituzionale”? Nell’attesa di una risposta avanziamo altre tre domande che tutti gli abruzzesi si pongono da venerdì: 1) chi effettua la manutenzione della rete Snam in Abruzzo? Con quale cadenza? 2) Quanti altri tratti di rete Snam in regione si trovano nella stessa situazione di rischio della condotta esplosa? 3) Quali accorgimenti verranno presi per evitare il ripetersi di simili incidenti?

Domande semplici che dovrebbero essere anche alla base di qualsiasi piano di sviluppo e di gestione di una infrastruttura così delicata dal punto di vista della sicurezza.

Nel frattempo il pubblico ministero della Procura di Teramo Silvia Scamurra ha aperto un fascicolo per i reati di incendio colposo e crollo colposo (per il momento senza indagati), mentre ieri il settosegretario alla Regione Camillo D’Alessandro non ha escluso l’intenzione della Regione di valutare azioni legali contro la Snam (e contro l’Enel per le decine di migliaia di utenze in tilt). Al di là dell’aspetto legale, il braccio destro del governatore Luciano D’Alfonso avanza un problema più generale: «Se pioggia e vento hanno causato danni a tutti noti a Mutignano, con rischi per persone, cose e ambiente, figuriamoci se come possiamo fidarci della Snam per il progetto che con presunzione continua a ripetere essere innocente e privo di pericoli. Noi vogliamo», spiega D'Alessandro, «un Abruzzo sereno, senza incubi e paure. La prova del nove per Snam ora inchioda la società alle proprie responsabilità: a cosa dobbiamo pensare e cosa dobbiamo temere quando il gasdotto Sulmona-Foligno attraverserà importanti tratti della nostra regione notoriamente a rischio tellurico?» (D’Alessandro ne ha anche per Enel, di cui, dice «ci accorgiamo quando fa la pubblicità in tv ma non è rintracciabile per le attività ordinarie e straordinarie che pure doveva garantire nei territori serviti»). Rispetto alla dinamica più accreditata dalla stessa Snam, l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Daniela Aiuto si chiede «perché il gasdotto è stato costruito lungo un terreno franoso». E sull’effetto carambola (escluso da Enel) «perché» comunque «un traliccio della corrente era così vicino alle condutture del gasdotto». Per l’europarlamentare Aiuto (che chiede «un programma per il governo del territorio che si ispiri al principio del “suolo bene comune”»), va dunque alzata ancora di più la soglia di attenzione su progetti come quello di Terna «che sta espropriando decine di proprietà agricole per costruire un inutile elettrodotto», oppure progetti della stessa Snam «intenzionata a costruire un gasdotto sulle zone sismogenetiche dell'Aquilano». La vicenda di Mutignano ha dato ancora più ragioni a chi si oppone a questi progetti. Il Forum dell’acqua ha chiesto «l'immediata sospensione» dei lavori dell’elettrodotto Villanova-Gissi, «la rivalutazione delle autorizzazioni e dei pareri concessi ai progetti seastock Gpl e fondovalle Sangro» e la «cancellazione» dei progetti «in corso di autorizzazione: stoccaggio S. Martino sulla Marrucina; elettrodotto Gissi-Foggia; metanodotto Larino-Chieti; metanodotto Sulmona-L'Aquila-Foligno.

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