«La Regione premi Pescara Ha un ospedale completo»

23 Marzo 2019

I medici della Consulta chiedono un incontro con l’assessore alla sanità Verì Vogliono che la struttura ottenga il prestigioso riconoscimento di Dea di II livello

PESCARA. I medici della consulta pescarese vogliono il riconoscimento dell'ospedale civile di Pescara quale Dea di II livello e chiedono un incontro con il neo assessore alla sanità Nicoletta Verì.
La riunione di ieri pomeriggio, aperta dall'intervento del portavoce Antonio Ciofani, è servita per ribadire la necessità di individuare un’unità di cure ad alta intensità, come previsto dal decreto Lorenzin del 2015, il quale ne prescrive uno ogni 600mila abitanti. Di fatto, andando a ritroso negli anni, la questione dell'individuazione di un Dea di II livello va avanti proprio da quella data: a contenderselo ci sono i centri ospedalieri di Pescara e di Chieti.
Tra i requisiti che la legge prevede per il riconoscimento dello status, c'è quello relativo al funzionamento degli hub di neurologia, traumatologia e cardiochirurgia. Mentre Pescara spicca per i primi due, è proprio la cardiochirurgia che a oggi ha ancora impedito l'assegnazione. Per questo, la scorsa giunta, proprio in deroga al decreto Lorenzin, aveva previsto un Dea di II livello condiviso tra Pescara e Chieti. Ma il tavolo tecnico tra il Mef (Ministero Economia e Finanza) e il ministero della Salute, ha bocciato per due volte tale deroga, affermando che un Dea di II livello deve prevedere tutte le cure all'interno della stessa struttura, stabilendo che l'assegnazione va riconosciuta a quella che possiede il maggior numero di requisiti. A questo punto la Regione Abruzzo ha affidato a dei tecnici il compito di tale studio, dal quale è emerso che se Pescara ne possiede 2.5 su 3, solo il residuo 0.5, legato alla cardiochirurgia, va ascritto all'ospedale di Chieti. Ma, nonostante questo, non si è ancora arrivati a una conclusione. Non solo: sempre stando ai numeri citati dalla consulta pescarese, l'ospedale di Pescara è il primo in regione per numero di accessi al pronto soccorso, stimato in 98mila annui, a dispetto dei circa 60mila di quello chietino, per poi passare ai 44mila dell'Aquila e ai 42mila di Teramo. «Vogliamo dare a tutta l'area metropolitana un servizio ad alta intensità», afferma il dottor Ciofani. «Il nostro ospedale è il più grande in Abruzzo, quello che offre il maggior numero di servizi e dove arriva il maggior numero di pazienti. Già adesso, di fatto, espletiamo i servizi di Dea di II livello, ora chiediamo il riconoscimento giuridico».
Che, ovviamente, porterebbe con sé finanziamenti, strumentazioni e un incremento del personale sanitario, ritenuto all'unanimità insufficiente per la mole di lavoro. Poi interviene il primario del Centro di salute mentale Sabatino Trotta: «La Regione indichi qual è il Dea di II livello oppure dica ai cittadini che non lo possono avere». Nei prossimi giorni è previsto un incontro con l'assessore regionale alla sanità dove, oltre al riconoscimento dell'unità primaria di cure complesse, i medici della consulta chiederanno l'incremento dei medici nell'ospedale di Pescara, la ricognizione di tutto il personale della sanità regionale, con qualifiche e strutture di applicazione, e l'espletamento dei concorsi per le posizioni apicali delle varie unità operative, superando l'attuale affidamento ai medici facenti funzione.