La Regione spalanca le porte ai consulenti esterni all’ente

22 Luglio 2022

Marco Marsilio spalanca la porta della Regione ai consulenti esterni. Lo ha fatto con una delibera di giunta dell’11 luglio scorso che introduce tre modifiche sostanziali alla precedente disposizione...

Marco Marsilio spalanca la porta della Regione ai consulenti esterni. Lo ha fatto con una delibera di giunta dell’11 luglio scorso che introduce tre modifiche sostanziali alla precedente disposizione più contenuta decisa nel 2017 dall’esecutivo guidato dal centrosinistra di Luciano D’Alfonso.
Il nuovo atto della giunta di centrodestra estende a tutti gli assessori la possibilità di attingere dall’esterno professionisti esperti, in grado di trovare il bandolo della matassa in caso di procedure amministrative particolarmente complesso con conseguente parcella a carico dell’ente pubblico.
Va da sé che già questa novità moltiplica per sette il numero di consulenti che possono essere incaricati. Ma l’esecutivo di Marsilio si è spinto anche oltre specificando il tipo di professionalità esterne alla Regione richiedibili che invece prima erano indefinite.
Tra questa spiccano i magistrati. Più nel dettaglio, come si legge sulla recente delibera: «Consiglieri giuridici o tecnici con funzioni di collaborazione, consulenza e assistenza, scelti tra magistrati ordinari, amministrativi o contabili, avvocati dello Stato, consiglieri parlamentari, docenti universitari, avvocati del libero foro abilitati al patrocinio avanti le magistrature superiori, e dirigenti di ruolo di pubbliche amministrazioni con almeno dieci anni di esperienza in funzioni direttoriali, in possesso di adeguata capacità, competenza ed esperienza nel campo della consulenza giuridica e tecnica richiesta».
La platea quindi si allarga. Ma spunta anche una terza e sostanziale novità rispetto all’atto precedente. Si tratta della cancellazione di un paletto che poneva un particolare ed efficace limite alle consulenze esterne. La delibera della giunta D’Alfonso infatti vincolava il via libera agli incarichi di professionisti che non fanno parte dei dipendenti in organico alla Regione solo nel caso in cui tra questi ultimi non ce ne fossero in grado di svolgere quel particolare lavoro di consulenza. Il passaggio che non ritroviamo nell’attuale delibera è il seguente: «È necessario constatare la sussistenza del seguente requisito: la verifica della mancanza, nell’ambito del personale in servizio, della professionalità richiesta, anche sotto il profilo di valutazione strettamente fiduciario». I due atti però mantengono una raccomandazione in comune: «Fermo restando di valutare il limite di spesa indicato nel pertinente capitolo del bilancio di previsione dell’esercizio di riferimento». Ma si sa che le previsioni di bilancio possono essere cambiate dalla politica come e quando quest’ultima vuole.
La prima reazione politica è del 5 Stelle Domenico Pettinari: «Questa giunta a trazione Lega, Fratelli D’Italia e Forza Italia, mette ancora una volta nero su bianco la distanza tra l’azione di Governo regionale e le reali esigenze dei cittadini», afferma dai banchi dell’opposizione. «Mentre la Regione non trova i soldi per pagare le indennità a lavoratori e imprese, la giunta, con l’approvazione di questo documento, sostituisce interamente l’articolo 12 della Disciplina delle strutture dei componenti dell’esecutivo regionale e di fatto apre le porte a un’infinità di consulenze esterne per il Presidente e per tutti gli assessori. Contestualmente generalizza le specifiche che i consulenti devono avere per essere inseriti nell’organico e, cosa più grave», sottolinea infine il pentastellato, «elimina completamente la doverosa ricognizione interna che la giunta dovrebbe eseguire per verificare se le figure professionali siano già a disposizione dell’ente, prima di procedere ad affidamenti esterni. Con questa operazione si apre uno scenario di discrezionalità sull’utilizzo di fondi pubblici inaccettabile in momenti come quello che stiamo vivendo».