La regione vista dal mare diventa uno spot nazionale

7 Ottobre 2020

Viaggio di una troupe alla scoperta dei trabocchi: diventerà un documentario L’obiettivo è promuovere le macchine da pesca per potenziare il turismo

PESCARA. Un viaggio alla scoperta dei trabocchi. Riparte anche da qui il turismo abruzzese. Si sono concluse le riprese de “I giganti del mare”, documentario prodotto dalla Studio Kairos di Parma. Tre settimane a bordo della barca a vela Matuca 3 dall’Abruzzo alla Puglia, passando per il Molise, alla ricerca della viva testimonianza di chi ancora oggi è custode di questi tesori, lungo un potenziale itinerario turistico e culturale, unico al mondo, da pensare e promuovere al di là di astratti confini regionali.
VIAGGIO DI 130 MIGLIA. Un’idea che vuole essere da apripista di un’auspicabile cooperazione tra gli enti regionali, Comuni e associazioni di categoria, per progetti di valorizzazione condivisi. È proprio questo uno degli obiettivi del progetto cinematografico nato da un’idea del regista abruzzese Daniele Di Domenico e dal pugliese Fabio Abatantuono, direttore della fotografia. L’iniziativa, che va oltre la valenza cinematografica è sostenuto dalla Camera di Commercio di Chieti e Pescara. La Matuca 3 è salpata da Giulianova, con primo approdo sulla costa abruzzese dei trabocchi, da Ortona a Vasto, poi a vele spiegate direzione Gargano, tra Peschici e Vieste, e infine a Termoli. «Abbiamo viaggiato per 130 miglia lungo le coste di questo meraviglioso tratto di mare Adriatico, per raccontare di uomini e trabocchi», spiega Di Domenico. «Riportiamo sulla rotta del ritorno emozioni limpide che hanno attraversato l’obiettivo della telecamera e sono arrivate fino a noi, dall’altra parte, testimoni silenziosi di storie che meritano di essere fatte conoscere al mondo».
SARÀ UN RACCONTO. Il viaggio diventerà un racconto cinematografico pensato per il mercato televisivo nazionale e internazionale e che sarà pronto per il lancio in grande stile a inizio 2021. Così, ad esempio, c’è il giovane Mario Altobelli che in bici raggiunge San Vito Chietino, per aiutare il suo padrino di battesimo Franco Cicchetti a montare un palo di rinforzo del trabocco Lupone. «Ricordo il pezzo di binario, pesante, che viene trascinato sulla passerella, poi il tonfo, sordo, in mare. Mario che nuota abbracciando la grande boa che sostiene il binario a mezz’acqua. Tutto si svolge in religioso silenzio, mentre il sole spunta sul mare e investe ogni cosa con una luce color oro brillante», commenta il regista. Poco distante, Rinaldo Verì, appartenente alla storica famiglia di traboccanti abruzzesi, a bordo del suo “cannizzero”, rudimentale zattera di canne, si cura della manutenzione sotto l’impalcato del trabocco di Punta Tufano. «Rinaldo è uno dei pochi, se non l'unico, a sapere come si costruisce “lu cannizer”», spiega Di Domenico, «ci aveva promesso che lo avremmo trovato al nostro arrivo ed è stato di parola». Poi la troupe si sposta sul Gargano, dove la costa si fa alta e frastagliata e i trabucchi sfidano la forza di gravità. E infine a Termoli, dove Celestino e il nipote Antonio accolgono il gruppo nel loro forno, e mostrano poi il loro trabucco, sotto i muraglioni della città, più volte distrutto dalle mareggiate, ancora una volta in corso di ricostruzione.
TRABOCCHI PROTAGONISTI. «Il mare certo è lo scenario che ci ha sempre accompagnato in questo viaggio, ma i veri protagonisti sono stati gli uomini, le donne e i loro trabocchi», racconta ancora Di Domenico. «I ricordi si susseguono in modo disordinato, caotico, secondo sequenze ogni volta differenti, che la mente seleziona sulla base di una logica che non è possibile interpretare, ma forse non si può proprio parlare di logica. Forse è questo il modo migliore per raccontare quello che abbiamo vissuto, seguire l’illogicità della mente, abbandonare quella che può essere una mera e noiosa esposizione degli avvenimenti in senso cronologico e lasciarsi trasportare dall’emozione di momenti che sono già diventati ricordi».
LA TROUPE. A bordo, oltre a Di Domenico hanno fatto parte dell’equipaggio l’operatore di macchina Eric Tornaghi, l’assistente di scena Daniele Sicuro e la social media manager Chiara Cervigni. Al timone si sono alternati Ivo Olivieri, Stefano D’Ascenzo, Giovanni Gaspari e Marcello del Toro. Il progetto ha ricevuto il sostegno della Camera di Commercio di Chieti e Pescara e dell’associazione Rinascita dei Trabucchi Storici di Vieste, si fregia inoltre del patrocinio del Parco Nazionale del Gargano, dei Comuni di Peschici e Vieste, del sostegno del Comune di Vasto e del Gal Costa dei trabocchi, e diversi sponsor e partner tecnici.