La rivolta dei balneatori: «Ora il governo ci aiuti»

1 Marzo 2016

Trecento titolari di concessioni pescaresi a Massa contro l’effetto Bolkestein D’Alfonso: questa è una priorità del mio mandato come Ombrina e i Punti nascita

PESCARA. «Questa non è una roulette dove si puntano i soldi senza sapere come andrà a finire: siamo imprenditori, ragioniamo con i numeri e abbiamo bisogno di un orizzonte temporale certo per definire investimenti e prospettive di guadagno». Così Giuseppe Susi, presidente regionale di Fiba-Confesercenti, presente ieri e oggi a Marina di Carrara con la delegazione di trecento titolari delle concessioni balneari della costa abruzzese per protestare contro la paventata bocciatura della proroga al 2020 da parte della Corte di giustizia dell'Unione Europea.

L'effetto Bolkestein porta nei padiglioni del salone del mare anche le telecamere del programma tv di La7 La Gabbia condotto da Gianluigi Paragone, che già in passato aveva trattato la questione della messa all'asta delle concessioni. Gli imprenditori, da parte loro, durante il presidio che si è tenuto ieri pomeriggio, hanno chiesto un intervento del governo nazionale e la predisposizione di «una legge certa» poiché «sono otto anni che la politica evita di prendere una posizione». L'obiettivo è far sentire la propria rabbia dopo che l'avvocato generale della Corte di giustizia Ue, Maciej Szpunar – in merito alla causa in corso a Lussemburgo che coinvolge alcuni gestori sardi e la Promoimpresa che opera sul lago di Garda – ha dichiarato contraria al diritto europeo la proroga dell'Italia fino al 2020 delle concessioni balneari. Le conclusioni dell'avvocato generale non sono vincolanti, ma solitamente sono riprese nella sentenza finale della Corte, attesa tra aprile e maggio, alle porte della stagione balneare. Al presidio organizzato dal comitato 'Salvataggio imprese del turismo balneare' seguirà, stamattina alle 10, l'assemblea di Assobalneari Italia organizzata con Fiba, Sib e Oasi, cui parteciperà il neoministro per gli Affari Regionali, Enrico Costa, competente a coordinare i lavori per la legge di riordino delle concessioni demaniali. Intanto, ieri pomeriggio, nei padiglioni della fiera Balnearia di Marina di Carrara, si è tenuto anche un direttivo a cui hanno partecipato i gestori dei lidi sulla spiaggia di tutta Italia.

«È stato un momento di confronto importante», sottolinea Susi, «c'è stata buona partecipazione, ma adesso speriamo in un'assunzione di responsabilità a livello più alto. Riteniamo che la politica non possa delegare la sorte di 30mila imprese italiane a un parere di un avvocato polacco. Tutto questo è inaccettabile».

La pensa allo stesso modo Riccardo Padovano, presidente di Sib-Confcommercio: «Al ministro Costa», rimarca, «chiediamo di riaprire il tavolo tecnico con le associazioni di categoria per arrivare a legiferare su questa materia, perché non è possibile fare il parlamentare senza assumersi le proprie responsabilità. Francamente sono fiducioso visto che il presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, ha promesso di risolvere questo problema. Ha anche detto che l'Abruzzo diventerà la regione capofila in Italia e che questa sarà una delle sue tre priorità da portare a termine a metà legislatura: prima c'erano soltanto i punti nascita e il nodo di Ombrina mare, entrambi risolti positivamente».

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