La rivolta dei genitori: «Tempo pieno da ottobre»

Propongono il pranzo portato da casa per gestire questo periodo di emergenza Ipotizzati anche il catering in classe e la distribuzione dei thermos ai bambini
PESCARA. «Cominciare le lezioni a tempo pieno dal primo ottobre, consentendo agli alunni di consumare a scuola il pasto preparato a casa, in alternativa al servizio mensa che potrebbe non essere disponibile». È la proposta del Comitato genitori Istituto comprensivo 9 (Pescara Colli), che si è costituito il 30 giugno, si è già interfacciato con la dirigente scolastica, Elisa Giansante, e ha partecipato ad una assemblea, a metà luglio, durante la quale si è parlato proprio del servizio mensa.
Il Comitato, che è «l’unico di questo istituto ed è riconosciuto dalla scuola», ha un proprio statuto, un consiglio direttivo (di 15 componenti), un presidente, un vice presidente e un segretario, nelle persone di Antonio Sgarro, Alessia Sacchini e Ilaria Ferrara. E sono proprio loro a spiegare gli obiettivi su cui lavorare, in particolare per quanto riguarda i pasti dei bambini, dopo aver esaminato la bozza del Regolamento per il pasto domestico e la bozza del modulo di adesione portati all’attenzione dell’assemblea. «Per noi», dicono insieme a Giuseppe Capodilupo, «la priorità è far partire subito il tempo pieno: è importante dal punto di vista didattico, visto che si rischia di perdere fino a 15 ore settimanali, ma anche perché per le famiglie è un supporto fondamentale e poi perché gli insegnanti sono già stati organizzati». Partendo da questo presupposto la questione dei pasti è cruciale. «Per cominciare il tempo pieno siamo favorevoli al pasto domestico: la consideriamo una alternativa, sia in questo che in altri momenti di emergenza», dicono i vertici del Comitato pensando all’allarme dei mesi scorsi, dopo la tossinfezione che ha riguardato alcune scuole. Quell’episodio, dicono, «ha lasciato dei segni» per cui è bene prevedere soluzioni alternative quando si presentano problemi «che possono generare il panico». L’idea dei pasti preparati a casa è stata già proposta nei mesi scorsi alla dirigente. E ora che è stata inserita in un Regolamento, i rappresentanti del Comitato continuano a sostenere questa soluzione, seppur temporanea, ma chiedono che vengano apportati dei correttivi, «per integrare e migliorare la bozza del Comune. Inoltre va rivisto anche il modulo di adesione». Tra i suggerimenti di modifica del Comitato c’è «la previsione del catering, da attivare temporaneamente prima dell’attivazione del servizio mensa, la possibilità per i genitori di consegnare il pasto ai bimbi verso le 12 - 12.30, considerate le difficoltà dei più piccoli, e la previsione dell’utilizzo di thermos in acciaio inox. Nel modulo di esonero dal servizio mensa andrebbe specificato che si tratta di un esonero solo temporaneo, anche se il regolamento prevede già che è sufficiente iscriversi alla mensa per far decadere la scelta alternativa». Al Comitato, con sede in via Di Sotto, nella scuola, si può aderire riempiendo un modulo (è sul sito dell’istituto) ed è contattabile scrivendo a comitatogenitori.pe9@gmail.com.

