La scrittrice Genisi incontra gli studenti: «No al caporalato»

L’ideatrice della poliziotta in tv Lolita Lobosco si racconta e parla dei drammi del sud: «Dobbiamo combattere»
PESCARA. «E adesso speriamo nella terza serie di Lolita Lobosco». La scrittrice pugliese Gabriella Genisi è la mamma della commissaria di polizia interpretata da Luisa Ranieri che risolve i casi di omicidio più intricati ambientati in una Bari spietata. È proprio Genisi l’ideatrice della serie poliziesca che, all’ultima puntata della seconda stagione, ha tenuto incollati alla televisione oltre 5 milioni di italiani. Ma chi è davvero Lolita? «Lolita non sono io, è la somma delle donne del sud e della loro forza». Ieri, all’auditorium Flaiano, Genisi ha partecipato al festival letterario “Conversazioni a Pescara” e ha incontrato gli studenti. Presentando il suo libro “Terrarossa”, la scrittrice ha parlato di caporalato, «una delle piaghe più profonde e temibili e cruente che affliggono il nostro Paese e il Mezzogiorno in particolare».
«Il romanzo giallo di oggi», dice la scrittrice, «un tempo si chiamava romanzo sociale, quindi l’investigatrice e i casi che risolve sono l’occasione per raccontare la cronaca vera». È la letteratura che racconta la realtà quotidiana che tutti dovrebbero vedere. «Provare a sensibilizzare i lettori, attraverso una storia verosimile e ispirata ai casi di cronaca reali», osserva Genisi, «credo che possa aiutare ad avere la percezione di questo dramma». E anche il caporalato è un dramma: il racconto è ambientato nella Bari del mese di agosto, tra l’afa e la preparazione della salsa di pomodoro da conservare per l’inverno: viene ritrovato il cadavere di una giovane imprenditrice, Suni Digioia, e tutto fa pensare ad un suicidio. Ma Lolita Lobosco non crede alla pista del suicidio e nel cercare la verità dei fatti s’imbatte nel mondo crudele del capolarato e dei diritti calpestati e violati. Questo un passo del libro affidato agli studenti del liceo scientifico Galilei, istituto Volta, liceo artistico Misticoni-Bellisario e liceo classico D’Annunzio: «Sono arrivata in Italia prima di lui, in Senegal facevo la parrucchiera ma per le donne nel mio paese la vita è dura, per questo sono scappata. È stato un viaggio lunghissimo e violento. Per arrivare in Italia ho attraversato Marocco. Sono stata violentata e segregata per molti mesi, finché non ho saldato il mio debito. Da lì sono finita in Spagna però il mio sogno era l’Italia. L’Italia che immaginavo, non quella che ho conosciuto sulla mia pelle».
Per tanti, Genisi è «la Camilleri della Puglia» e adesso racconta così il personaggio che ha creato e che potrebbe essere protagonista di un’altra serie tv: «È stato un grande successo grazie a Lolita Lobosco e a Luisa Ranieri che è un’attrice straordinaria e alla città di Bari. Lolita non sono io, è la somma delle donne del sud e della loro forza».
La rassegna “Conversazioni a Pescara”, ideata da Oscar Buonamano, andrà avanti il 30 marzo prossimo con Veronica Raimo che parlerà di “Niente di Vero”, un libro che le ha portato il Premio Strega Giovani. Alla rassegna aderiscono anche il Salone Internazionale del Libro di Torino e la Fondazione Il Circolo dei lettori di Torino, con il patrocinio del Comune di Pescara. (p.l.)

