La scrittrice: grande perdita Il doppiatore: il prestigio resta

PESCARA. Il rischio per Pescara di perdere i Premi Flaiano andrebbe a minare le fondamenta dell'identità culturale del capoluogo adriatico. Ne è convinta Donatella Di Pietrantonio, già premio...
PESCARA. Il rischio per Pescara di perdere i Premi Flaiano andrebbe a minare le fondamenta dell'identità culturale del capoluogo adriatico. Ne è convinta Donatella Di Pietrantonio, già premio Campiello nel 2017 con “L’Arminuta”, seconda con “Borgo Sud” al Premio Strega 2021 e presidente della giuria tecnica dei Premi Flaiano di Narrativa. «Sarebbe una grande perdita per la città che un Premio letterario così prestigioso a livello nazionale si sposti dal suo luogo di nascita, essendo così strettamente legato all'identità propria della città. Questo avverrebbe oltretutto», continua «in un anno in cui la 49^ edizione del Premio coinciderà con il 50° della morte di Flaiano. Sarebbe quasi uno schiaffo anche alla memoria di questo nostrograndissimo autore. Andare a togliere all'identità culturale di Pescara uno dei suoi mattoni significa veramente farci del male. Mi sembrerebbe veramente autolesionistico», conclude la scrittrice, «non riuscire a tenersi il premio Flaiano che è il premio letterario di Pescara per eccellenza».
Opposta la visione di Roberto Pedicini. Per il doppiatore pescarese di adozione, recidere il legame dei Premi internazionali Flaiano con la città di Pescara non scalfirebbe il prestigio dei Premi stessi. «Quello che sta accadendo è la dimostrazione di un conflitto tra interessi diversi. Se c’è un premio pluriennale, dovrebbe essere un dato di fatto ripeterlo nello stesso luogo e con la medesima cadenza. Tuttavia penso anche che vi sono premi molto prestigiosi che cambiano spesso location. Credo se ne possa trovare una più bella rispetto al teatro D'Annunzio. Comprendo il voler legare i Premi a Pescara e all'Abruzzo, ma cercherei un luogo capace di valorizzare ancora di più questa manifestazione». (m.pa.)

