La scuola è in ritardo su bus e assunzioni

Attacco della Cgil: i prof non vaccinati sono un falso problema
Il pericolo c’è. Più tempo passa e più cresce. È un sindacato a lanciare l’allarme per le scuole. «A due mesi dalla ripresa delle lezioni, sono molti gli interrogativi sul tema della sicurezza, dei trasporti e degli organici, ed è concreto il rischio che anche quest’anno si arrivi all’appuntamento tardi e impreparati. L’esperienza sembra non aver insegnato niente: si è andati avanti per tentativi ed errori, con aperture parziali, discontinue e frammentate. Ma ora, al terzo anno di emergenza Covid, bisogna essere in grado di leggere e utilizzare ciò che è accaduto nei due precedenti anni scolastici per evitare nuovi errori».
QUANTI CONTAGI? Così scrive la Cgil in questi giorni di luglio determinanti non solo per contenere la variante Delta ma anche per evitare una nuova disfatta scolastica. Il sindacato ha quindi chiesto al Ministero di effettuare un monitoraggio dettagliato dei contagi, con analisi specifiche per le diverse tipologie di contatto e contesti (scuola dell’infanzia e primaria, laboratori, attività con gli alunni diversamente abili). Ma non sono i vaccini il vero problema.
L’ERRORE LOGICO. «Oggi il dibattito a livello nazionale si concentra sui 200mila non vaccinati su un milione e 400mila addetti, dimenticando che, soprattutto alla secondaria, i maggiori timori di contagi provengono dai trasporti», sottolinea il sindacato.
«Il personale della scuola, dai docenti, ai dirigenti, ai dipendenti Ata», sottolinea la Cgil, «si è adoperato in ogni modo e in condizioni precarie, per assicurare il diritto allo studio aderendo in massa alla campagna vaccinale».
Infatti in Abruzzo il 79,66% del personale scolastico ha completato il ciclo vaccinale (al 98,42% è stata inoculata almeno una dose). Quindi non si può concentrare il tema solo sui vaccini al personale, ignorando il problema del numero di alunni per classe, il nodo dei trasporti e della capienza delle aule. Su questo punto il sindacato ammonisce.
TOZZA E QUARESIMALE. «Come Flc Cgil, il 5 luglio scorso, all’incontro regionale sull’immissioni in ruolo dei docenti, abbiamo manifestato tutta la nostra preoccupazione al direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Antonella Tozza. Identica sollecitazione avevamo fatto all’assessore regionale all’Istruzione, Pietro Quaresimale, perché senza la conferma dell’organico “Covid” nelle scuole (circa 1.700 tra docenti ed Ata in Abruzzo) sarà impossibile affrontare l’emergenza epidemiologica ancora in atto. Allo stesso modo, considerato che sembra confermata la necessità di mantenere le misure di sicurezza anche per settembre (mascherine e distanziamento), occorre muoversi per tempo in modo da affrontare il nodo dei trasporti, che ha dato luogo a diverse criticità nell’anno scolastico ormai trascorso».
TIRIAMO LE SOMME. Oggi, per il sindacato, più che parlare dell’esiguo numero di vaccinati mancanti, è necessario concentrarsi sulle azioni da programmare per un rientro in totale sicurezza a scuola, «fuori dalla retorica del “a scuola non ci si contagia”, oppure contando sulla capacità di adattamento del personale e ignorando gli infausti effetti di chiusure localistiche, figlie di una deriva autonomistica di Comuni e Regioni. Non c’è più tempo da perdere», conclude la Cgil: «È questo il momento in cui il Governo, il Ministro dell’Istruzione e la Regione Abruzzo - ciascuno secondo le proprie competenze - devono assumersi la responsabilità di produrre scelte motivate e razionali per riportare tutti gli alunni in classe. Perché ricordarsi solo a fine agosto dell’imminente riapertura sarebbe davvero imperdonabile».

