La serrata continua fino a domani sera

25 Gennaio 2023

Sono garantiti, almeno sulla carta, servizi minimi essenziali in città e lungo le autostrade

PESCARA. Lo serrata dei benzinai è iniziata alle 19 di ieri per le tratte ordinarie e alle 22 sulle autostrade. Andrà avanti fino alle 19 di domani (ore 22 sulla viabilità autostradale). I distributori quindi chiudono per 48 ore.
La durata iniziale della mobilitazione era di 60 ore, ma è stata ridotta per adeguarsi alla richiesta del garante. La mobilitazione è stata indetta dalle sigle Faib, Fegica e Figisc/Anisa, che raccolgono circa il 70% dei 22mila distributori attivi in tutt’Italia. Lo sciopero coinvolge anche gli impianti self-service. Le sigle sindacali hanno comunque garantito i “servizi minimi essenziali”.
Con lo sciopero scattano infatti le procedure di salvaguardia per garantire il funzionamento in autostrada di un numero essenziale di impianti. Un determinato numero di stazioni di servizio in funzione dev’essere garantito anche nelle città. In questo caso è previsto che nelle aree urbane ed extraurbane sia assicurato il servizio di un numero di impianti pari alla metà di quelli previsti nei giorni festivi.
Poi ci sono gli impianti gestiti direttamente dalle compagnie, che restano aperti. Inoltre, i distributori autonomi associati a due altre sigle (Angac e Asnali) non aderiscono allo sciopero. Infine, sulle autostrade prefetti e Regioni devono invece assicurare che resti aperto un impianto ogni 100 chilometri: la lista diffusa dalla Conferenza delle Regioni ne conta ben 175 su un totale di 477, tra cui 19 sulla A1 Milano-Napoli, 15 sulla A4 Torino-Trieste, 19 sulla A14 Adriatica tra Bologna e Taranto e 10 sulla Salerno-Reggio Calabria. Ma come si è arrivati allo sciopero? Dopo l'ultimo incontro della scorsa settimana al ministero, conclusosi con un nulla di fatto, il ministro Adolfo Urso, aveva invitato le sigle di settore a prendere in considerazione le modifiche già apportate dal governo al decreto trasparenza sui prezzi dei carburanti, e a rinunciare a una decisione, quella dello sciopero, che avrebbe danneggiato solo i cittadini. Ma l’appello è andato a vuoto.
I gestori degli impianti non hanno gradito le accuse, nemmeno troppo velate, di speculazione. L'obbligo della cartellonistica previsto con l'esposizione del prezzo medio previsto dal decreto trasparenza «penalizza i benzinai» ed è «inutile per far abbassare i prezzi», sostengono Faib, Fegica, Figisc-Anisa che si sentono diffamate e penalizzate dai nuovi provvedimenti del governo e tengono il punto anche se ieri il fronte si è spaccato (leggi l’articolo in cronaca nazionale). Ma sul fronte degli utenti si alzano voci dissenzienti. «Chiediamo che oggi il Governo faccia effettuare controlli a tappeto dalle forze dell'ordine, polizia stradale, carabinieri e guardia di finanza, per accertare il rispetto della regolamentazione sugli scioperi e che, quindi, nella rete autostradale i distributori rimangano aperti almeno ogni 100 chilometri e nella rete ordinaria in numero non inferiore al 50% degli esercizi aperti nei giorni festivi», afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori. Ma quanto guadagnano i benzinai?
Su 20 euro di benzina erogata, al benzinaio vanno più o meno 38 centesimi lordi, pari al 2% del prezzo totale, circa 3,5 centesimi al litro. Non sono i benzinai a stabilire il prezzo e gli aumenti dei carburanti, ma le compagnie petrolifere. Inoltre, il margine dei benzinai non cresce all'aumentare del prezzo di benzina e gasolio, ma rimane fisso. Anche questo aiuta a capire. (l.c.)