La sfida di D’Alfonso: ecco le tappe per fare la Nuova Pescara

15 Maggio 2022

Il senatore Pd indica il percorso per il progetto di unione: «Dal governo arriveranno 105 milioni, ora servono le idee»

PESCARA. Un percorso con tappe precise per dare concretezza al progetto Nuova Pescara. «Dal governo arriveranno 105 milioni nei prossimi 10 anni, il personale necessario sarà reclutato, ma ora servono le idee giuste per mettere a terra questa fusione». Il senatore del Pd Luciano D’Alfonso traccia la rotta verso la Nuova Pescara, il progetto di fusione dei Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore che, secondo la legge regionale del 2018, deve essere portato a termine entro il primo gennaio 2023, con possibilità di rinvio al 2024. Il senatore dem, in una conferenza stampa insieme ai protagonisti del “cantiere” Nuova Pescara, ha fissato le tappe per il progetto di unificazione, che ha subìto una corposa iniezione di fiducia dopo l’approvazione dell’emendamento che assegna contributi straordinari ai Comuni che danno luogo alla fusione. Un provvedimento, inserito nel decreto “Ucraina Bis” del 21 marzo 2022 in corso di conversione in legge, che produrrà il doppio effetto di destinare al progetto Nuova Pescara 5 milioni di euro nel 2023 e 10 milioni di euro all’anno nei successivi dieci anni, per un totale di 105 milioni di euro. Il peso di un emendamento simile è spiegato bene dal consigliere comunale Carlo Costantini: «L’emendamento ha un grosso valore strategico e ci dà grandissime responsabilità. Abbiamo questi soldi e li dobbiamo gestire come si deve. È un percorso che non dobbiamo fallire perché ora abbiamo gli occhi di tutto il Paese addosso». Costantini era presente alla conferenza stampa di ieri, al fianco del senatore D’Alfonso, insieme al presidente del Consiglio comunale di Spoltore Lucio Matricciani, al vicesindaco di Montesilvano Paolo Cilli, al presidente della commissione consiliare permanente statuto del Comune di Pescara Claudio Croce, il presidente della commissione statuto Nuova Pescara Enzo Fidanza e la portavoce del Circolo “Nuova Pescara” Francesca Carnoso. «La prima mossa», ha commentato D’Alfonso, «facciamola subito nello spogliatoio del cantiere: indossiamo tutti la tuta del lavoro e non perdiamo tempo».
Secondo D’Alfonso, «a luglio o a settembre vanno avviati degli stati generali per ragionare sull’idea di Nuova Pescara. Vorrei chiamare a raccolta i massimi esperti della comunità regionale». Il piano dettato da D’Alfonso prevede che il primo intervento da mettere in moto sia quello del grande lavoro di allineamento delle tre diverse macchine comunali, ciascuna con la propria tradizione amministrativa, i propri regolamenti, i propri servizi, la propria pianta organica: un lavoro molto complesso di fusione e di accorpamento che richiede tempo. Ma un tempo giusto e non infinito. «Ma contemporaneamente», ha ribadito D’Alfonso, «c’è il lavoro, più squisitamente politico, di dare alla fusione un progetto e una visione che sappiano esaltare le vocazioni dei tre comuni perché nessuno, poi, possa fare confronti tra passato e presente arrivando a dire “stavamo meglio quando stavamo peggio”.Si tratta di curare tutti i dettagli perché la città nuova sia capace di funzionare per dare più opportunità, più modernità e più tempo propizio ai progetti di vita delle persone e delle imprese».
L’emendamento approvato su proposta del senatore D’Alfonso servirà a fare da traino per i prossimi appuntamenti: «Entro giugno», ha assicurato inoltre D’Alfonso, «arriverà anche l’altra norma molto attesa che consentirà ai consiglieri e al personale amministrativo dei tre comuni la partecipazione agli organi collegiali istituiti per l’iter di fusione». Successivamente «partirà una grande stagione di idee», spiega D’Alfonso, che sono una lampadina collettiva che chiamerà in causa tutti».