La solidarietà unisce “il Falco” e il finanziere che lo inseguì in spiaggia

7 Luglio 2020

MONTESILVANO. Uno si è messo spesso nei guai con le sue iniziative sopra le righe, l’altro rappresenta la legge e il rispetto delle regole. Il primo ha provato a fuggire a un controllo, il secondo lo...

MONTESILVANO. Uno si è messo spesso nei guai con le sue iniziative sopra le righe, l’altro rappresenta la legge e il rispetto delle regole. Il primo ha provato a fuggire a un controllo, il secondo lo ha rincorso e poi sanzionato. Oggi, però, i due siedono allo stesso tavolo uniti da un progetto comune di solidarietà. Loro sono Mario Ferri, detto “il Falco”, 33enne di Montesilvano, oggi ristoratore ma noto per le sue passate invasioni di campo internazionali, e Antonio Oro, 50 anni, ispettore della Guardia di Finanza e da qualche anno volontario e testimonal della sezione Pescara-Teramo dell’Ail (associazione italiana contro le leucemie, linfomi e mieloma).
Un incontro casuale e non dei più piacevoli quello tra i due, avvenuto l’8 aprile scorso, quando Ferri fu sorpreso dal maresciallo a correre sulla spiaggia di Pescara, in pieno lockdown, e al suo alt scappò, inseguito da Oro e ripreso dal cellulare di un residente del lungomare. Un video diventato virale e diffuso dalle principali emittenti televisive, al quale fecero seguito le scuse pubbliche del Falco e una multa salata per il runner montesilvanese. A distanza di 3 mesi, il finanziare ha deciso di trasformare quell’episodio in un progetto nobile, coinvolgendo Ferri in un’iniziativa a sostegno dell’Ail. «Mario è un ragazzo sicuramente esuberante», spiega l’ispettore, «ma dopo averlo conosciuto ho capito che è una brava persona. In più può contare su un alto numero di follower sui social, per cui gli ho chiesto se volesse sostenere la raccolta fondi per la sezione pescarese dell’Ail, di cui sono da anni testimonial dopo aver affrontato e superato la malattia, e lui ha accettato».
Così, Ferri e Oro si sono incontrati nuovamente per studiare le iniziative utili a contribuire al sostegno della sezione locale e della casa Ail di via Rigopiano che ospita gratuitamente i pazienti e i loro accompagnatori. «Abbiamo ideato tre diverse iniziative», spiega il Falco. «La prima è che chiederò a tutti i miei “amici” virtuali, 250mila su Facebook e 62mila su Instagram, di donare un euro per l’Ail. La seconda è farmi donare delle maglie dai tanti giocatori di calcio che conosco da mettere all’asta per beneficenza. Infine, gireremo un documentario nella casa Ail per far conoscere da vicino l’operato dell’associazione e le storie dei pazienti, per sensibilizzare i cittadini a dare il proprio contributo». (a.l.)
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