«La sorgente del Vitello d’Oro non è contaminata dalle macerie»
FARINDOLA. Le analisi Arta del 12 giugno nella sorgente Vitello d’Oro di Farindola hanno riscontrato il superamento di alcuni parametri microbiologici (coliformi 10 UFC/100 ml ed escherichia coli 1...
FARINDOLA. Le analisi Arta del 12 giugno nella sorgente Vitello d’Oro di Farindola hanno riscontrato il superamento di alcuni parametri microbiologici (coliformi 10 UFC/100 ml ed escherichia coli 1 UFC/100 ml) nei campioni raccolti prima del trattamento di disinfezione, «ma nei campioni raccolti prima del trattamento di disinfezione». Il direttore dell’Agenzia Francesco Chiavaroli chiarisce i riultati delle analisi che avevano fatto temere una contaminazione per le macerie dell’hotel Rigopiano e spiega: «A seguito del crollo dell’hotel Rigopiano e del permanere nell’area delle macerie, la Asl di Pescara ha ritenuto opportuno intensificare i controlli che Arta già svolgeva annualmente sulle acque della Vitella d’Oro, stabilendo un controllo a settimana da metà maggio. Come in passato, le analisi sono state svolte su campioni prelevati dalla Asl prima e dopo il processo di clorazione. L’Agenzia ha rilevato il superamento di alcuni parametri microbiologici solo nei campioni raccolti prima del trattamento di disinfezione e lo ha comunicato agli enti competenti. I campioni post-clorazione hanno sempre dato esito di conformità. Il fatto che la contaminazione sia emersa sempre prima della clorazione, anche in controlli precedenti al crollo dell’albergo, farebbe ritenere che non via sia alcuna correlazione tra la presenza delle macerie e l’inquinamento della sorgente». Sulla questione interviene anche l’Aca. Il direttore tecnico Lorenzo Livello, e il presidente Luca Toro in una nota ribadiscono che «qualsiasi minima presenza di contaminante batteriologico viene azzerata con la clorazione attiva costantemente in sorgente. Storicamente la sorgente Vitello d’Oro ha sempre evidenziato tracce seppur minime di contaminanti batterici e che si può ritenere che non provengano dalle macerie di Rigopiano». (f.bel.)

