La stagione dello sci, i gestori degli impianti: siamo pronti a ripartire

Bartolotti (Ovindoli): sarà garantita la sicurezza, a Natale è già pieno Margadonna (Alto Sangro): servirà il Green pass, regole da rispettare
"Snow must go on" è lo slogan che da qualche giorno circola negli ambienti della montagna e, dopo due anni difficili, c'è tanta voglia di tornare in pista. L'Abruzzo si sta preparando a cavalcare non solo l'onda bianca prevista per la fine della prossima settimana con il ritorno del freddo polare, ma anche quella della grande richiesta di tornare a sciare come prima del Covid, anche se con nuove regole. Gli operatori turistici sono pronti e le richieste stanno arrivando copiose. Per il periodo natalizio è quasi tutto esaurito e questo è il segnale che lo spettro del ritorno alla zona gialla non spaventa il turismo della montagna. La crisi dall'anno scorso, che ha messo in ginocchio attività commerciali, ricettive e l'intero comparto della neve è già alle spalle e ora la parola d'ordine è innevamento. Anche il grido d'allarme lanciato dal settore montano abruzzese, che negli ultimi anni ha vissuto momenti drammatici, è ormai un lontano ricordo. L'ottimismo la fa da padrone e l'aumento dei contagi non spaventa. Anche le stazioni sciistiche sono pronte a ripartire in sicurezza.
«C'è tanta voglia di montagna e di neve», spiega Giancarlo Bartolotti, patron di monte Magnola di Ovindoli che conta 21 piste per una lunghezza di 35 chilometri, 11 impianti di risalita, 7 rifugi e 5 scuole sci, «le richieste sono tante e ci stiamo preparando al meglio dopo due stagioni perse. Puntiamo ad avere almeno il flusso che c'era nel periodo pre Covid, con neve naturale e neve artificiale. Attualmente abbiamo neve sopra i 1.800 metri di altitudine e appena si abbasseranno le temperature inizieremo con l'innevamento programmato. Se tutto va bene per il ponte dell'Immacolata partiremo con le piste in quota e subito dopo con l'intera stazione dato che abbiamo la capacità strutturale per innevare anche le piste in basso. Le prenotazioni ci sono fino a Pasqua. C'è quasi il tutto esaurito il periodo natalizio, fino alla Befana. Questo significa», afferma Bartolotti, «che i turisti vogliono tornare sulle nostre piste. Tutto il tempo perduto in questi due anni non potrà essere recuperato, ma guardiamo come sempre al futuro, senza voltarci indietro».
Ci si organizza anche a livello normativo, anche alla luce delle nuove regole. «C'è ancora molta titubanza sulle nuove norme, sia anti Covid, sia per il regolamento sullo sci», sottolinea Bartolotti, «ma da parte nostra siamo pronti mettendo personale aggiuntivo che si occuperà del rispetto delle regole. Poi confidiamo nell'aiuto delle forze dell'ordine che garantiranno la sicurezza necessaria. Ma si lavora senza sosta in tutte le località sciistiche abruzzesi. «Siamo entusiasti di poter tornare di nuovo a lavorare», afferma Bonaventura (Venturino) Margadonna, presidente del Consorzio SkiPass Alto Sangro (28 impianti e quasi cento chilometri di piste), «ci saranno delle norme da rispettare, come il Green pass per chi utilizzerà gli skipass, ma noi lavoreremo per farle rispettare tutte. Ci auguriamo di poter ripartire quanto prima anche per risollevare le sorti economiche del nostro territorio». Si lavora anche per la messa a punto di nuovi impianti di innevamento. Per Ernesto Alba, presidente della Dmc Alto Sangro, «oltre alle norme anti covid ci sono anche diverse nuove disposizioni regionali che pesano molto sul settore e arrivano dopo mesi veramente difficili. Per ora ci sono tutti i presupposti per ripartire e decine di attività non vedono l’ora di ricominciare a lavorare. Siamo consapevoli che bisognerà ancora fare i conti con il virus ma la grande domanda da parte dei turisti è un punto a nostro favore. Speriamo che osservando attentamente le regole si possa tornare a sciare senza problemi». «Stiamo investendo per la ripartenza e aspettiamo solo la neve, che speriamo arrivi per Sant'Ambrogio o per le feste di Natale», aggiunge Dario Colecchi, presidente di Federturismo Abruzzo e di Abruzzo innovazione turismo, «dobbiamo tornare al lavoro perché le condizioni, anche di sicurezza, ci sono tutte».
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