La stazioncina nata nel 1928 grazie ad Acerbo e D’Annunzio

PESCARA. La stazioncina ex Fea (Ferrovie elettriche abruzzesi) nasce nel 1928 e viene dismessa neggli Anni Sessanta. Diventerà nel tempo deposito per i bus delle autolinee locali. Oggi è per metà un...
PESCARA. La stazioncina ex Fea (Ferrovie elettriche abruzzesi) nasce nel 1928 e viene dismessa neggli Anni Sessanta. Diventerà nel tempo deposito per i bus delle autolinee locali. Oggi è per metà un parcheggio con 64 posti auto con l’altra metà abbandonata all’incuria.
Lo storico teatino Marcello Benegiamo ricostruisce nel dettaglio come si è arrivati alla creazione di una stazione dentro la città (con il trenino ancora nella memoria di molti) che all’epoca non aveva certo l’insediamento edilizio attuale e quali erano i personaggi visionari che hanno fortemente voluto l’opera che ha cambiato il corso della storia pescarese.
«Nel 1919», spiega Benegiamo, «il ministero dei Lavori pubblici nominò una commissione con il compito di redigere un progetto di ferrovie interne, tra Abruzzo e Molise, per complessive 13 linee e 2020 km di ferrovie, tra le quali Pescara-Montesilvano, lunga 7 km e Montesilvano-Penne lunga 28 km. Anni dopo, Giacomo Acerbo e Gabriele D’Annunzio, con le pressioni di Giuseppe Giuriati, ministro dei Lavori pubblici, romano, filopescarese, saranno gli strateghi che spingeranno l’opera» anche se per ragioni diverse. «Acerbo, all’epoca sottosegretario alla presidenza del Consiglio, volle fortemente il tratto Penne-Montesilvano- Castellamare che venne appaltato dalla Fea, società romana che stipulò la concessione della ferrovia il 3 dicembre 1926», alla vigilia della fusione, 2 gennaio 1927, tra Pescara e Castellamare. Acerbo «voleva collegare la ricca zona agricola della Val Tavo e Fino con il porto canale di Pescara. D’Annunzio parteggiava per la vocazione industriale della città. Giunsero ad un compromesso» con la nascita di quella che era la nuova Pescara dell’epoca, dopo la fusione. Grazie ai tre visionari «nel 1928», conclude Benegiamo, «entra in funzione la ferrovia e a Pescara la stazione era l’attuale area ex Fea con officine, rimesse per i vagoni, depositi vari, che sarà dismessa negli Anni Sessanta». (c.co.)
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