"La stessa banda per i furti nelle ville vip di Pescara"

L’ipotesi: un’unica banda per i colpi alla casa di Stromei e di Angelucci. Decisive le analisi sulle impronte nell’auto abbandonata dai malviventi
PESCARA. È dalla macchina lasciata dai ladri messi in fuga dai carabinieri in via Boccaccio, un’Audi A6 grigia, che potrebbe arrivare la chiave di volta per risalire ai banditi che giovedì scorso hanno assaltato con passamontagna e pistole la villa di Gianfranco Stromei, ex direttore dell’aeroporto d’Abruzzo.
Secondo gli investigatori, infatti, non è escluso che i ladri che si preparavano a svaligiare la villa del presidente di Confindustria regionale, Mauro Angelucci, siano gli stessi che avevano preso di mira Stromei. La conferma potrebbe arrivare proprio dalla vettura lasciata in via Boccaccio dai ladri sorpresi dalla tempestiva segnalazione al 112: risultata rubata a Rocca di Mezzo, l’auto potrebbe custodire le impronte dei banditi.
Per questo sono già stati avviati gli accertamenti tecnici, da parte dei carabinieri della compagnia di Pescara guidati dal tenente Antonio Di Dalmazi, per verificare se ci siano impronte acquisibili, vale a dire sufficientemente nitide da essere comparate nel database nazionale delle foto segnaletiche con le relative impronte.
Nel frattempo, dopo l’assalto alla villa di Stromei, vanno avanti anche le indagini della polizia impegnata a visionare l’enorme mole di immagini registrate dalle numerose telecamere a circuito chiuso sparse nella villa e nella zona di via Andrea Doria, a due passi da via della Marina. L’aspetto che desta sospetti, e che fa ipotizzare che ci sia un’unica banda in azione in questi giorni sul territorio, è che in meno di una settimana siano stati colpite persone in qualche modo conosciute, come se ci fosse un unico basista a guidare gli assalti dei banditi.
Ma mentre le indagini vanno avanti, il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Paolo Piccinelli ricorda l’importanza della collaborazione dei cittadini: «Nel caso di via Boccaccio siamo potuti arrivare subito grazie alla segnalazione immediata. È importante che i cittadini sappiano che per le segnalazioni va benissimo anche l’anonimato, non ha importanza rilasciare il proprio nome, ma piuttosto collaborare segnalando anche il minimo sospetto. Ci sono piani coordinati di controllo del territorio, dopo la chiamata al 112 o al 113 viene comunque inviata la macchina più vicina. E quando le chiamate arrivano», sottolinea l’investigatore, «le risposte vengono date in tempo reale». (s.d.l.)
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