La targa per Dean Martin è in “dialetto”

9 Luglio 2017

Spunta un refuso che storpia la parola emigrante in «emigrande». E su Facebook parte il tormentone

MONTESILVANO. Una “d” al posto di una “t” e a Montesilvano esplode il tormentone estivo. Il refuso è comparso fuori dalla casa di Dino Crocetti, padre del noto Dean Martin, su una targa che ricorda che proprio dal centro della città iniziò il viaggio dell’“emigrande” barbiere di Montesilvano verso Steubenville (Ohio). La targa, nonostante l’errore, è stata affissa come se nulla fosse sull’edificio ed è stata scoperta alla presenza del sindaco Francesco Maragno. Ma quella “d” non è passata inosservata e sul web è esploso il tormentone. A creare ilarità tra il popolo dei social è soprattutto il genere di refuso: non una semplice lettera al posto di un'altra, ma un errore che suona tanto di dialetto abruzzese. Ed ecco che in poche ore le bacheche Facebook dei montesilvanesi si sono riempite di post sull’argomento del giorno, con l’hashtag #emigrande: «Accadde che l'allora sindaco di Chieti prese un piccone e ruppe un lavoro mal eseguito», è il commento dell’ex assessore Mimmo Di Giacomo, «ecco. Appunto. Io l'avrei spaccato con le mie mani, ma mai avrei fatto finta di nulla. Povera Mondesilvano mia». Si ricollega al corso di italiano proposto per gli stranieri appena ieri dall’amministrazione, invece, il consigliere Anthony Aliano: «Propongo di estendere ad alcuni amministratori», scrive, «la frequentazione obbligatoria al corso di approccio alla lingua italiana a cui debbono partecipare gli immigrati». L’incidente che ha colpito la lingua italiana non poteva passare inosservato, poi, all’ex consigliere e insegnante Paolo Talanca: «Emigrande: è una semplice sonorizzazione della post nasale, tipica dei dialetti del centro-sud. Non è grave: volendo fare l’università a tutti i costi, in sede di esame è guaribile con un bonifico di un genitore previdente. Ma l’italiano è un’altra cosa». Cita due maestri dell’ironia, Totò ed Ennio Flaiano, Daniele Licheri (Sinistra Unita): «Ma mi faccia il piacere diceva il grande Totò. Povera Montesilvano, ma come sempre qui a disquisire di migranti e a difendere gli italiani le nostre radici…e poi l’amministrazione non sa utilizzare la lingua italiana? Non si sa se ridere o piangere. Una cosa è certa, come diceva un mio illustre concittadino di Pescara, la situazione è grave ma non è seria». A chiudere la polemica il vice sindaco Ottavio De Martinis: «La ditta, dopo essersi scusata, ha provveduto a rimuovere la targa che verrà riposizionata, probabilmente domani, una volta corretta». (a.l.)