La telefonata al figlio: «Ho ucciso tua madre»

29 Giugno 2020

Pensionato col vizio del gioco accoltella la consorte, poi si ferisce all’addome La donna di 69 anni muore subito, l’omicida dopo un intervento chirurgico

CORFINIO. Quando è arrivato in ospedale a Sulmona aveva ancora la lama del coltello nell’addome. Lo stesso coltello con il quale, poco prima, aveva aggredito e ucciso la moglie lasciandola senza vita nella cucina di casa. Dramma familiare a Corfinio dove un uomo di 70 anni, Enrico Marrama, ha ucciso la moglie Maria Pia Reale, insegnante in pensione di un anno più giovane di lui per poi sferrarsi un colpo all’addome con la stessa arma. L’uomo è morto in ospedale a seguito della coltellata che si era autoinferto. Era l’ora di pranzo quando al centralino del 118 è arrivata una chiamata: «Correte correte, mio padre ha ucciso mia madre e ha un coltello piantato nell’addome». Il giovane, che è volontario della croce rossa, era rientrato dal giro in bicicletta e aprendo la porta ha visto il padre con il coltello nella pancia e la madre riversa sul pavimento in un lago di sangue. «Cosa hai fatto? Cosa hai fatto», ha urlato il giovane rivolto al padre. Immediato è scattato l’allarme. Sul posto sono arrivati subito i carabinieri e il personale del 118 che dopo aver constatato la morte della donna hanno soccorso il 70enne trasportandolo all’ospedale di Sulmona. All’arrivo in pronto soccorso le condizioni dell’uomo sono apparse subito critiche tanto da essere sottoposto a intervento chirurgico per rimuovere il coltello dalla pancia. Un intervento complicato che è risultato inutile, nonostante i medici del reparto di chirurgia abbiano fatto l’impossibile per salvarlo. Nel frattempo i carabinieri della compagnia di Sulmona, con l’ausilio della squadra scientifica e coordinati dal sostituto procuratore Aura Scarsella, hanno provveduto ad eseguire i rilievi nella casa di via Popedio dove la coppia si era trasferita da qualche mese insieme al figlio per permettere di eseguire i lavori di messa in sicurezza nella loro casa nella centralissima piazza del paese. E dalla primo ricognizione si è scoperto che il 70enne avrebbe colpito la moglie prima con un corpo contundente e poi con il coltello. Ma a stabilire l’esatta dinamica e le cause che hanno provocato il decesso della donna sarà l’autopsia che si svolgerà martedì nell’obitorio dell’ospedale di Avezzano dove è stato trasferito il corpo della donna in quanto a Sulmona non c’erano posti disponibili. Già da tempo in casa Marrama si stavano vivendo momenti difficili con continue liti per il fatto che l’uomo fosse ludopatico. Gli piaceva puntare sulle corse dei cavalli. Un vizio che lo aveva portato ad avere violenti scontri sia con la moglie che con i figli. Poi un mese fa l’altro episodio che aveva messo in apprensione l’intero paese quando Marrama si era allontanò volontariamente da casa. Lo hanno ritrovato all’interno della sua auto, sotto il cavalcavia della A25, poco lontano dal paese, privo di sensi dopo che aveva tentato di togliersi la vita ingerendo psicofarmaci. In seguito a quell’episodio fu ricoverato all’ospedale dell’Aquila, dove è stato tenuto in cura fino a mercoledì scorso quando è tornato nella sua casa di Corfinio. Ma fin dal primo giorno sarebbero ripresi contrasti con la moglie e con il figlio, fino al tragico epilogo di ieri mattina. Una famiglia stimata e benvoluta in paese. Lei insegnante della scuola primaria, era fino a qualche anno fa la "maestra" del paese, un punto di riferimento per l'intera comunità di Corfinio che vedeva in lei una figura di primo piano. Il marito, prima di andare in pensione, lavorava come casellista alla Lafargessi, ed era benvoluto e stimato da tutti. Poi il vizio delle corse e delle puntate sui cavalli spezzare gli equilibri di una famiglia da tutti presa ad esempio.
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