La Ue sigilla le frontiere «Difenderemo la libertà»

23 Marzo 2016

Hollande: «Sarà una guerra lunga». Sale l’allerta a Londra, Parigi e New York Il presidente Usa Obama: «Restiamo uniti e sconfiggeremo il terrorismo»

ROMA. Bruxelles è blindata, l’aeroporto Zaventem resterà chiuso fino a giovedì, ma l’allarme sicurezza scatta anche a Parigi, Londra, Roma, Washington. La Francia chiude la frontiera con il Belgio mentre i parametri di sicurezza sono stati aumentati negli aeroporti, nelle metropolitane e sui mezzi pubblici. Nella quasi certezza che la strada per fermare la follia terrorista di chi si fa saltare in aria pur di uccidere è lunga e difficile.

Lo dice chiaro Francois Hollande. «La guerra sarà lunga, proseguiremo in modo implacabile la lotta contro il terrorismo, sia sul piano internazionale che sul piano interno», avverte il presidente francese, il primo a parlare tra i capi di Stato europei. «Gli assassini di Bruxelles sono terroristi senza scrupoli che vogliono colpire tutta l’umanità, in questo giorno la libertà, la democrazia, la vita dei cittadini che convivono è minacciata: la nostra società si basa sulla libertà, per questo ci opporremo al terrorismo», aggiunge da Berlino Angela Merkel.

I leader europei questa volta scelgono la via della nota congiunta per reagire all’ennesima strage che ha colpito civili inermi nel cuore della capitale delle istituzioni europee. «È stato un attacco alla nostra società aperta e democratica, questi episodi rafforzano solamente la nostra risolutezza nella difesa dei nostri valori europei e della tolleranza dagli attacchi dell’intolleranza: saremo fermi nella lotta contro l’odio, l’estremismo violento, il terrorismo», promettono i capi di Stato e di governo della Ue.

«Possiamo sconfiggere il terrorismo e lo sconfiggeremo, dobbiamo stare uniti, la coalizione internazionale continuerà a colpire l’Is», assicura anche Barack Obama che in un’intervista spiega che gli attacchi in Belgio sono un esempio in più per il quale il mondo intero deve unirsi nella lotta al Califfato. In mattinata Federica Mogherini non è riuscita a trattenere le lacrime. «È un giorno triste per l’Europa», dice il ministro degli Esteri europeo. «Questi attacchi ci hanno colpito ma non impaurito», assicura anche il presidente della Commissione Europea Jean- Claude Juncker.

In realtà però la situazione è di allarme. Parigi chiude le frontiere con il Belgio, rafforza la sicurezza nelle strade, blinda aeroporti e stazioni ferroviarie. E dall’altra parte della Manica, Londra rafforza la sicurezza negli aeroporti e riunisce il comitato di emergenza «Cobra» mentre anche l’America alza le difese facendo scattare il rafforzamento delle misure di sicurezza a New York, Washington e nelle principali città. Il presidente francese Hollande subito dopo gli attentati ha convocato un’immediata riunione di crisi all’Eliseo.

I destini strettamente legati di Francia e Belgio in queste ondate di terrorismo sono evidenti. Nessuno a Parigi lega ufficialmente gli attentati all’arresto - venerdì - di Salah Abdeslam, ma tutti ne sono convinti. Al punto che Hollande ha convocato all’Eliseo una riunione di crisi con i massimi responsabili della sicurezza - Valls, Cazeneuve e Le Drian (premier, Interni e Difesa) - per un ennesimo giro di vite antiterrorismo: altri 1.600 fra poliziotti e gendarmi subito nelle strade, per proteggere soprattutto aeroporti, stazioni, metro. Quattrocento sono stati schierati soltanto nell’Ile-de-France, la regione di Parigi. Consentiti ovunque controlli e perquisizioni di passeggeri, che non potranno più vagare nelle stazioni o negli scali senza un documento e un titolo di trasporto. «Siamo in guerra», ha ripetuto il premier Valls.

Riunione straordinaria anche a Londra, dove Cameron ha disposto il rafforzamento della sicurezza negli aeroporti. Fermi anche gli Eurostar che collegano la capitale britannica a Bruxelles, mentre l’allerta terrorismo resta a livello «grave» e i viaggi in Belgio sono sconsigliati: «I Paesi europei siano uniti contro questi terroristi ignobili», ha detto Cameron, aggiungendo che si deve fare tutto affinché gli attentatori «non vincano».

A Washington e a New York è stato elevato il livello di allerta negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie, in quelle della metropolitana.

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