La variante Omicron è arrivata: un caso confermato e tre sospetti

17 Dicembre 2021

Sono tutti del Chietino, nessuno di loro è ricoverato. Record di positivi: 506 in un solo giorno

La variante Omicron è arrivata in Abruzzo. E lo ha fatto nel giorno in cui la regione ha contato tanti casi di positività quanti non ne vedeva dal 12 marzo scorso: ben 506. Con altre tre vittime.
Il primo caso sequenziato e confermato della nuova variante sudafricana è stato scovato dai laboratori di genetica molecolare dell’Università d’Annunzio diretti da Liborio Stuppia. Il tampone in questione è quello di un 52enne della provincia di Chieti, che potrebbe aver contratto il virus in occasione di una manifestazione pubblica a cui ha partecipato fuori regione. L’uomo però non presenta sintomi di rilievo ed è in isolamento domiciliare. La Asl di Chieti ha già attivato tutti i protocolli di sicurezza sanitaria e avviato il tracciamento dei contatti del positivo.
Non sono ricoverati nemmeno gli altri tre casi sospetti di variante Omicron scovati sempre ieri, sempre nel Chietino e sempre dai laboratori guidati da Stuppia. I tre campioni saranno sequenziati durante la prossima settimana. I tre non sembrano legati al primo caso già confermato. Nessun altro caso, né confermato né solo sospetto, per ora è stato registrato nelle altre province, tanto meno tra i campioni analizzati dall’Istituto Zooprofilattico di Teramo.
«A questo punto diventa fondamentale il tracciamento dei contatti», ha spiegato Stuppia, «per vedere se davvero se la Omicron riuscirà a fare come la Alfa e la Delta, cioè a diffondersi soppiantando le altre varianti sul territorio. Se dovesse riuscirci, vorrebbe dire che è più forte della stessa Delta che attualmente è dominante e che sta provocando tanti casi: in se così fosse ci sarebbe da preoccuparsi».
PERCHÈ FA PAURA
Non esistono dati definitivi sulla pericolosità della variante Omicron. Ma quelli parziali sono bastati a far scattare l’allarme in tutto il mondo.
Innanzitutto perché sembra molto più contagiosa della variante Delta, almeno tre volte. Questa proporzione la si è vista nella diffusione in Sudafrica, dove però la percentuale di popolazione vaccinata è molto bassa, e nel Regno Unito, dove invece la popolazione ha ricevuto solo il siero Astrazeneca. I primi dati degli Stati Uniti e della Germania, mostrano una proporzione simile.
La Omicron fa paura anche perché sembra sfuggire al vaccino molto di più della Delta. Secondo uno studio effettuato dai principali centri di ricerca britannici e pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet, la protezione da malattie sintomatiche del vaccino Pfizer verso la variante sudafricana è minore rispetto a quella con la Delta. A due mesi dalla seconda dose, per esempio, la protezione è del 78% con Delta e del 49% con Omicron. Appena somministrata la terza, invece, la protezione è del 95% con Delta e del 78% con Omicron.
L’aggressività e la letalità sembrano però più basse. Almeno secondo le autorità sudafricane, per cui l’ondata di Omicron ha provocato meno della metà dei morti e costretto meno pazienti a finire con il casco per l’ossigeno.
Ma, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, «anche se la gravità è potenzialmente inferiore a quella della Delta, si prevede che i ricoveri aumenteranno a causa dell’aumento della contagiosità. Un numero maggiore di ricoveri può mettere a dura prova i sistemi sanitari e causare più decessi».
IL BOLLETTINO
Spinta ancora dalla variante Delta, la quarta ondata della pandemia fa intanto registrare un nuovo record in Abruzzo: 506 casi in 24 ore, come non accadeva da marzo. È risultato positivo il 7,67% dei 6.594 tamponi molecolari eseguiti in 24 ore. Il più giovane dei nuovi positivi è un bambino di un anno, la più anziana una 95enne, entrambi dell’Aquilano. Cresce il tragico bilancio delle vittime del virus, con altri tre decessi, tutti nel Chietino: un 70enne di Francavilla, un 90enne di Sant’Eusanio del Sangro e una 90enne di Chieti.
Cresce anche il numero dei ricoverati. I pazienti in area medica sono infatti 124 (+3), quelli in terapia intensiva 13 (+3). Il tasso di occupazione delle rianimazioni passa dal 7 all’8%.
I nuovi guariti di giornata sono 211.
la MAPPA DEL CONTAGIO
È l’area metropolitana pescarese la più colpita dal contagio nelle ultime 24 ore. Quella di Pescara è infatti la provincia con più casi (164), seguita da quella di Teramo (147) e da quella di Chieti (113), staccata quella dell’Aquila (78).
Pescara è anche la città con più casi, ben 85, seguita da Chieti e Montesilvano con 30. Staccate L’Aquila con 16, Lanciano e Martinsicuro con 14, Sulmona con 13, Alba Adriatica e Teramo con 12, Tortoreto con 11 e Atri e Silvi con 10.
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