L’Accademia della cucina festeggia i 70 anni nel convegno “L’Italia del Cibo”

8 Giugno 2026

Riscontri positivi per l'evento che ha celebrato l’anniversario della delegazione di Pescara

PESCARA. “L’Italia del Cibo” è il convegno per celebrare i 70 anni della Delegazione di Pescara dell'Accademia Italiana della cucina (Aic) tenutosi il 5 giugno nella Sala Tinozzi del Palazzo della Provincia. Un omaggio ad Antonio Montefredine, accademico Aic, scienziato, sportivo, illustre docente universitario, gastronomo di grande valore che nel 1956 fonda la Delegazione di Pescara, tra le più antiche delegazioni Aic del mondo e la prima istituita in Abruzzo. È così che lo ricorda Giuseppe Fioritoni, benemerito ematologo all'ospedale civile di Pescara nonché delegato AIC Pescara. «Un anniversario importante il nostro settantennale che cade nell’anno in cui l’Aic celebra in tutto il mondo l’iscrizione della Cucina italiana nell’albo Unesco dei beni immateriali dell’Umanità. Un riconoscimento ambito che vogliamo onorare con la qualità degli interventi a convegno».

Il tema portante, “L'Italia del cibo”, è stato trattato nelle varie sfaccettature. Si è partiti dal profilo linguistico (“l’Italiano del Cibo”) per esplorare con Giovanna Frosini le contaminazioni tra le culture gastronomiche locali che nei secoli hanno accompagnato la nascita di piatti celebri della tradizione italiana e dei primi ricettari. Con l'antropologo Ernesto Di Renzo c’è stato un focus su Pellegrino Artusi e il suo “La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene”, rivoluzionario manifesto della cucina italiana e del servire a tavola, pubblicato nel 1891. Luca Piretta, gastroenterologo e nutrizionista, ha parlato della cucina italiana come modello di stile di vita unico al mondo.

«La ricchezza del patrimonio culturale italiano si rispecchia anche nella molteplicità inimitabile delle cucine regionali e con Stefano Vaccari del Masaf - ministero dell'agricoltura affronteremo anche il tema dell'Italian sounding e della contraffazione alimentare», continua il dottor Fioritoni, «ovvero la commercializzazione di prodotti illecitamente venduti come italiani con messaggi ingannevoli che richiamano in modo esplicito il nostro Paese e i nostri prodotti più famosi minacciando la reputazione e l’economia del Made in Italy».

Le conclusioni sono state affidate a Mimmo D'Alessio, vice presidente vicario dell’Aic. «L’Accademia ha avuto un ruolo importante nel proporre, sostenere ed ottenere l’iscrizione della Cucina Italiana nell’albo Unesco», sottolinea Fioritoni, «ma questo riconoscimento meritato per i suoi contenuti valoriali non deve essere inteso come punto di arrivo, deve piuttosto costituire uno stimolo costante a perseguire le finalità della nostra associazione ad essere vigili ed attivi nella tutela e nella diffusione del nostro patrimonio gastronomico nel mondo». L'Aic conta attualmente 320 sedi in tutto il mondo, di cui 94 tra delegazioni e legazioni all'estero con un totale di 7600 soci. La delegazione di Pescara conta attualmente 33 soci e sono 9 le delegazioni abruzzesi presenti nelle 4 province.

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