Ladri in casa Tiboni, portate via le targhe del patron del Flaiano

Nella villa, al momento del furto, c’erano la badante con l’anziana madre dell’avvocato Carla Tiboni: «È una perdita di valore soprattutto affettivo, per fortuna non è successo niente a chi era dentro»
PESCARA. Un migliaio di euro in contanti e poi gioielli, un paio di orologi, tra cui quello che Edoardo Tiboni aveva regalato a sua moglie in occasione dei 50 anni di matrimonio, e ancora i tanti premi e targhe che il fondatore dei Premi internazionali Flaiano ha ricevuto durante la sua lunga e prestigiosa carriera. È una perdita di valore, «soprattutto affettivo», come racconta Carla Tiboni, avvocato e presidente dei Premi, reduce dal furto messo a segno dai ladri nella sua abitazione.
È successo tutto lunedì quando, nel tardo pomeriggio, dei malviventi si sono introdotti nella sua villa in strada Colle Pizzuto nella zona di Colle Pineta. All’interno della casa, che si sviluppa su due piani, c’erano l’anziana madre della presidente Tiboni e la badante che non si sono accorte di nulla. I ladri, secondo una prima ricostruzione, si sono introdotti dal retro dell’abitazione, al piano terra, sollevando la persiana della camera dell’anziana, utilizzando un piede di porco. È proprio tra quella stanza e le camere vicine, approfittando del fatto che le due donne fossero in un’altra area della villa, che i malviventi hanno fatto razzia, portando via circa mille euro custoditi in un cassetto, alcuni gioielli e gli orologi, per un valore complessivo di circa cinquemila euro, nonché i premi e le targhe ricevuti da Edoardo Tiboni, che erano conservati nei loro astucci.
Ad accorgersi del furto sono state quasi contemporaneamente le due donne all’interno quando, andando in camera, l’hanno trovata a soqquadro, e Carla Tiboni che al momento di rientrare in casa, attorno alle 20.20, ha notato qualcosa di strano all’esterno.
«Abbiamo un sistema di luci che si attiva al passaggio delle persone. Quando sono rientrata», spiega la presidente, «mi sono accorta che non funzionava. Mi sono avvicinata a una delle lampadine e ho visto che era svitata. Non appena l’ho rimessa a posto, il sistema è subito ripartito. Sono così entrata in casa, convinta che fosse successo qualcosa».
I ladri avevano messo a segno il colpo rapidamente e senza farsi notare dalle due donne all’interno. «Possiamo dire che è andata bene per i ladri che sono riusciti a rubare diverse cose», afferma Tiboni, «ma anche per noi, visto che fortunatamente non è successo nulla a chi era dentro».
Secondo la presidente, dalle modalità con cui tutto si è svolto, «erano giorni che stavano studiando i nostri movimenti, anche perché hanno verificato quale fosse la parte della casa dove poter entrare senza essere visti. Sono stati abilissimi, si sono mossi in silenzio e sono stati velocissimi».
Nella stessa zona, poco prima, nella giornata di lunedì c'era stato anche un tentato furto in un'altra abitazione. «È il quarto furto che subisco in dieci anni», rivela Tiboni. «L’ultimo risale al 2020. All’epoca hanno tentato di entrare dalla finestra, ma nel romperla, hanno fatto rumore ed è scattato l’allarme. Lo scorso anno ho fatto smontare la cassaforte, perché penso che sia davvero pericoloso tenerla in casa, per le reazioni dei malviventi nel caso in cui non si riuscisse ad aprire».
Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia che stavano già raggiungendo la zona proprio per il tentato furto nell’altra villa. «I poliziotti sono stati gentilissimi e rassicuranti», commenta l’avvocato. «Hanno perlustrato al buio l’area per assicurarsi che non ci fosse nessuno nascosto. La zona è spesso presa di mira dai ladri, tanto che ci siamo organizzati con i vicini con un sistema di vigilanza privata. Invito davvero tutti ad essere prudenti, chiudere le finestre presto la sera, e dotarsi di un buon sistema di allarme per difendersi».
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