Ladri scatenati a Porta Nuova: assalto di notte a tre negozi

Forzati gli ingressi del ristorante Dal Ruvido, della pasticceria D’Amico e della pescheria Cirone Bottino misero: pochi euro e merendine. I commercianti: «Piove sul bagnato: i furti dopo il Covid»
PESCARA. Tre attività vicinissime prese di mira in due notti dai ladri. La zona della cattedrale è stata bersaglio di tre furti, nelle ultime notti, e anche se il bottino è stato scarsissimo i danni sono stati ingenti. E così sale il bilancio degli assalti ai negozi dell'ultimo fine settimana, visto che all'una di domenica ne era stato già messo a segno un altro, ai danni del negozio Uza di viale Marconi dove un balordo ha infranto la vetrina a calci e spallate per poi fuggire via subito dopo, essendo scattato il sistema di allarme.
Sempre tra sabato e domenica un colpo è avvenuto ai danni del ristorante "Dal Ruvido", in via Conte di Ruvo. Qualcuno ha forzato la porta di ingresso e danneggiato la cassa per aprirla per poi portare via i soldi che conteneva, ma era davvero «poca roba», come dice dal locale Alessandro Agostinone ripercorrendo l'accaduto. «Non è stato toccato altro e se n'è accorta la polizia. Una pattuglia ha notato la porta aperta, di notte, e ci ha avvisati». E' fallito, invece, il tentativo di forzare la saracinesca del bar a fianco, Mixer, dice sempre Agostinone che gestisce anche questo locale. «Piove sul bagnato», commenta sorridendo. Già, perché il periodo non è dei migliori, causa Covid, «e poi la maggior parte dell'incasso lo riportiamo a casa, come fanno tutti. Non so dove vivano i ladri», visto che non si rendono conto delle difficoltà che incontrano bar e ristoranti. «Insomma, hanno sprecato le energie. Devono essere davvero dei disperati per prendersi il disturbo di cercare soldi qui», conclude.
La porta è stata riparata e l'attività è ripresa considerato che «la zona gialla ci consente di lavorare per i pranzi e al bar». Il secondo colpo lo ha subìto il Gran Caffé D'Amico di viale D'Annunzio, a pochi metri di distanza dal ristorante di via Conte di Ruvo. Lì i ladri sono arrivati nella notte tra domenica e lunedì e Nando Nonnati ha trovato la vetrina in frantumi ieri mattina, alle 6.30.
«Sono ladri disperati», racconta, «perché hanno rubato cioccolatini, paste, snack di vario genere come merendine e wafer. La cassa era vuota (e lasciata volutamente aperta), ma hanno trovato e rubato una cinquantina di euro del fondo cassa che avevo nascosto nel negozio. Poi hanno provato a rompere due slot machine, ma non ci sono riusciti. Il danno è di circa 350 euro (senza copertura assicurativa)» e la cosa più triste è che ci sono stati altri furti, in questo bar, per cui «sono abituato», commenta Nonnati. «Era successo anche a giugno scorso, dopo il primo lockdown. E in questo caso la polizia ha fermato un tizio e recuperato delle bottiglie rubate, che mi sono state restituite. Qualche anno fa, quando qui fuori c'era l'impalcatura, sono venuti due volte in pochi mesi». La polizia è già al lavoro per acciuffare il responsabile, o i responsabili, sempre che siano più persone, «ma se li prendono il giorno dopo sono fuori», dice il barista dopo aver visto al lavoro la Scientifica nel locale, alla ricerca di tracce utili alle indagini. Sempre nella notte tra domenica e lunedì è avvenuta un'altra spaccata nella stessa zona, ai danni della pescheria Pianeta Mare di Giancarlo Ciroli, in via dei Bastioni, di fronte al mercato coperto. Per entrare il ladro ha rotto il vetro della porta di ingresso, ma una volta dentro ha scoperto che non c'erano affatto grosse somme in cassa (lasciata aperta dal personale) né altro da prendere. Consistente il danno, che si aggira «sui 300 euro», dice Ciroli, che ieri mattina è stato avvertito del furto dagli amici, quando hanno visto la vetrina a pezzi. Arrivando, ha trovato la porta danneggiata e del sangue all'interno. «In trent'anni qui non è mai successo niente, è una zona tranquilla. E invece qualche giorno fa c'è stata la rapina qui vicino, all'Officina Frate tac, e ora le spaccate».

