Ladro bloccato mentre ruba in una casa

6 Dicembre 2015

Furti sventati tra Montesilvano, Città Sant’Angelo ed Elice: arrestato un albanese, ma i complici riescono a scappare

MONTESILVANO. È partito dalla segnalazione dei cittadini l’intervento dei carabinieri di Montesilvano che ha portato all’arresto di un ladro, subito condannato e espulso dall’Italia, con l’accompagnamento alla frontiere. È un 23enne albanese, in Italia senza fissa dimora, Spartak Lleshaj, incensurato che due sere fa i militari dell’Arma hanno intercettato e bloccato a Elice, su un’auto rubata. Era alla guida di una Lexus Gs 430 sparita da Roma il 26 novembre, che è stata notata nella zona di Castilenti e segnalata al 112.

Dopo l’allarme i carabinieri, coordinati dal capitano Vincenzo Falce, hanno predisposto un servizio di controllo tra Moscufo e Elice e il veicolo è stato individuato proprio a Elice, in via Marina superiore. A bordo c’era il 23enne che ha cercato subito di fuggire, temendo di essere preso. Non riuscendo ad allontanarsi con la Lexus è sceso e ha tentato la fuga a piedi. Impossibile non notare i guanti che aveva alle mani, per evitare di lasciare tracce che riconducessero a lui. Mentre correva ha urlato qualcosa, rivolgendosi ai complici che in quei minuti stavano frugando nell’abitazione di una donna. Il suo è stato sicuramente un segnale, per avvisare dell’arrivo dei carabinieri e invitare i ladri alla fuga. Per lui non c’è stato scampo: è stato fermato e poi arrestato, mentre i suoi complici hanno rotto il vetro di una finestra dell’abitazione e sono fuggiti passando per il cortile. Sono riusciti a far perdere le tracce lasciando lì il giovane con il ruolo di autista, incastrato anche dalla presenza nell’auto di tutto il materiale per i furti: piede di porco, guanti, una mola per aprire casseforti e due dischi in grado di tagliare l’acciaio.

Lleshaj è accusato di tentato furto in abitazione, resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione e possesso ingiustificato di oggetti atti allo scasso.

Quando la vittima del furto è rientrata a casa, dopo essersi accorta del via vai di carabinieri nella zona, ha capito cos’era accaduto e ha trovato la camera da letto a soqquadro ma ha scoperto con soddisfazione che, frugando tra le sue cose, i ladri non hanno trovato la pensione ritirata poche ore prima, in mattinata.

Ieri, dopo aver trascorso la notte in camera di sicurezza a Montesilvano, il 23enne è finito in Tribunale. L’arresto è stato convalidato ed è stato condannato a un anno e nove mesi di reclusione e 900 euro di multa. Inoltre è stato espulso dal territorio nazionale e condotto dai carabinieri a Bari, affinché lasci l’Italia.

Gli uomini del capitano Falce stanno tentando ora di risalire ai complici dell’albanese, che l’altra sera sono fuggiti a mani vuote da Elice. Solo pochi giorni fa sempre i carabinieri del comando provinciale hanno smantellato una banda di ladri (composta da otto romeni e un albanese residenti tra Pescara e Chieti) che ha agito anche nel pescarese ed era specializzata nei furti di casseforti.

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