Lampade votive, arriva lo stop ai cinquecento decreti ingiuntivi

Incontro tra il sindaco Russo e la San Franco dopo la raffica di bollettini inviati ai cittadini morosi Azzerate le spese legali: ora bisognerà saldare solo il consumo effettivo dell’energia elettrica
FRANCAVILLA. L’incontro di ieri mattina tra l’amministrazione comunale di Francavilla e la San Franco, la ditta che gestisce il cimitero di contrada Piane, è servito per certificare la sospensione degli oltre 500 decreti ingiuntivi arrivati in questi giorni nelle case dei cittadini, anche se sul tema rimangono ancora diversi punti su cui occorre fare chiarezza.
Nel frattempo, dopo le ingiunzioni spedite nei giorni scorsi per richiedere il canone delle lampade votive dal 2016 a oggi, il gestore ha deciso di fare un passo indietro, incalzato anche dalla sindaca Luisa Russo, aprendo al confronto con tutti gli interessati. Nell’avviso infatti, si chiedeva il pagamento dei canoni arretrati, per quei contratti ereditati dalla Saie (la precedente gestione), oltre al pagamento delle spese legali. Intanto quest’ultima voce è stata cassata, quindi chi ha ricevuto il decreto fa bene a tenere conto solamente degli importi riferiti al consumo di energia elettrica. In secondo luogo, stando all’articolo 60 del regolamento di polizia mortuaria, il gestore è tenuto a inviare periodicamente i bollettini di pagamento e, in caso di inadempienza del titolare, dopo due mesi deve procedere al distacco di energia elettrica. Su questi punti le indicazioni arrivate sono frammentarie: non vi sono certezze sull’invio regolare e periodico dei bollettini, così come non si capisce perché a queste 500 persone non sia stata spenta la lampada votiva dopo 60 giorni se, come sostiene il gestore, le stesse non abbiano pagato il canone per uno o più anni. In ogni caso, posto che per il momento i decreti ingiuntivi vengono congelati, la San Franco si è resa disponibile a ricevere nei suoi uffici posti all’interno del cimitero, tutte quelle persone che vogliono avere delucidazioni sull'accertamento ricevuto o abbiano rimostranze da fare. Non solo: chi avesse già provveduto al pagamento può recarsi nella sede della San Franco per valutare se vi siano gli estremi per ottenere un rimborso.
Fonti interne all’amministrazione sostengono che, tutt’al più, le richieste del gestore possono coprire al massimo l’arco temporale di un anno. Chiaro è che chi vuole può presentare impugnazione, come per legge, con tutti i costi che ne conseguono.
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