Lascia la griglia accesa e muore asfissiato

19 Dicembre 2020

La vittima è un 39enne di origine senegalese ospite di due connazionali. A dare l’allarme, uno degli amici appena rientrato 

PIANELLA. Lo hanno trovato morto nella casa di due connazionali che lo stavano ospitando, in via del Meriggio, a Cerratina di Pianella. Inutili i soccorsi del personale sanitario. Per un senegalese di 39 anni, Cheikh Diouf Niang, non c’è stato niente da fare. I primissimi accertamenti, confermati dai successivi esami, hanno subito ipotizzato che il decesso sia avvenuto per asfissia, dovuta al monossido di carbonio, visto che in casa c'era una griglia per il barbecue a carbone ancora accesa.
La tragedia si è consumata due sere fa. Attorno alle 22 i carabinieri di Pianella hanno ricevuto la segnalazione che qualcosa non andava, nella casa dove il 39enne era ospite di due connazionali. Uno dei due, rientrando, ha trovato l’amico privo di sensi. E ha telefonato al 112 chiedendo aiuto. Gli uomini dell'Arma (la compagnia è quella di Pescara, agli ordini del capitano Antonio Di Mauro) hanno sollecitato l’intervento del 118 e la centrale di Pescara ha fatto arrivare in via del Meriggio l’ambulanza medicalizzata di Catignano. Ma il cuore del 39enne si era già fermato. In pochi minuti, a seguito di un sopralluogo per risalire alle cause di quella morte misteriosa, si è fatto strada il sospetto che la causa di tutto fosse la griglia per il barbecue a carbone che era ancora accesa, a poca distanza dal senegalese ormai esanime. A Cerratina è arrivato anche il medico legale, per un primo esame del corpo, e non sono stati rilevati segni di violenza esterna o tracce di sangue. Anzi, da subito le cause del decesso sono state ricondotte verosimilmente a una asfissia da monossido di carbonio. È possibile che il 39enne abbia acceso la griglia per cucinare qualcosa, se non per riscaldarsi, ma le conseguenze sono state irreparabili: quella che doveva essere una serata con i due amici senegalesi che lo stavano ospitando da qualche giorno in quella casa (presa in affitto) si è trasformato in un appuntamento con la morte perché la formazione di monossido di carbonio ha ucciso lentamente il 39enne che ha inalato il gas. La salma, una volta conclusa l'attività dei carabinieri in quell'alloggio, è stata trasferita all'obitorio di Pescara dove gli esami hanno confermato l’asfissia accidentale da monossido di carbonio. La salma è stata affidata a un connazionale per il rientro nel suo paese di origine.