Lavori al depuratore Sequestrati gli atti nella sede dell’Aca
Blitz dei carabinieri forestali, aperto fascicolo contro ignoti La procura ipotizza il reato di frode nelle pubbliche forniture
PESCARA. I grandi lavori per l’adeguamento del depuratore di via Raiale non sono ancora iniziati, i guai sì. Ieri mattina infatti, i carabinieri forestali di Pescara hanno fatto visita alla sede dell’Aca, l’Azienda comprensoriale acquedottistica, sequestrando gli atti relativi alla procedura di gara per l’affidamento dei lavori stessi.
Il sequestro è stato eseguito su disposizione del pm Annarita Mantini della procura di Pescara. L’inchiesta della magistratura riguarda l’adeguamento e il potenziamento del depuratore per un importo di circa 7 milioni di euro. La procura ha ipotizzato il reato di frode nelle pubbliche forniture a carico di ignoti,- e quindi senza indagati, al momento- poiché la gara sembrerebbe essere stata bandita con il permesso di costruire e l’autorizzazione regionale entrambi scaduti.
Quello del depuratore insufficiente è un problema cruciale per l’intera area metropolitana e per la salute di fiume e mare, un problema la cui soluzione sembra procrastinarsi sempre di più, nonostante le estati sotto il segno dei divieti di balneazione che Pescara ha vissuto. Il fascicolo sarebbe stato aperto non sulla base di una denuncia o di un esposto, come in altri casi, ma d’ufficio direttamente dalla procura che stava già analizzando altra documentazione relativa all’Aca. Quello che è certo è che l’appalto sia stato vinto da un’associazione temporanea di imprese formata dalle società Almacis, De Cesaris ed Entei spa (quest’ultima è la stessa che gestisce il depuratore).
Il contratto per l’aggiudicazione dei lavori è stato firmato lo scorso maggio, e a settembre è previsto l’inizio delle attività. Non prima, visto che mancano ancora delle autorizzazioni da parte della Regione. La gara, che risale al 2016, è stata valutata da una commissione per due terzi esterna.
Sull’avvenuta aggiudicazione sembra esserci già stato un ricorso al Tar da parte della società che è risultata essere seconda. Tale società, lo scorso aprile, avrebbe chiesto la sospensiva che però sarebbe stata rigettata dal giudice.
I lavori predisposti sono divisi in tre tronconi: realizzazione di una nuova linea di trattamento biologico; realizzazione di una nuova sezione di pre-trattamento dei reflui; lavori di riqualificazione ambientale. Una nota dell’Aca dello scorso febbraio, parlava dell’adeguamento del depuratore come di «un importante e decisivo passo in avanti per il miglioramento del sistema depurativo e della qualità delle acque di balneazione, in vista della stagione estiva. I lavori saranno avviati entro la fine del mese».
Di mesi ne sono passati altri 4 e l’unica novità dell’estate sembra essere questa nuova indagine.
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