Lavori allo stadio, è scontro «Il vice sindaco si dimetta»

14 Luglio 2019

Per il gruppo di opposizione “Insieme per Città Sant’Angelo” il sub appalto sarebbe stato affidato a un familiare di Travaglini. La replica: tutto corretto

CITTÀ SANT’ANGELO. Lavori pubblici assegnati in maniera« poco chiara» all’azienda di un familiare del vice sindaco Lucia Travaglini. Lo segnala il gruppo d’opposizione “Insieme per Città Sant’Angelo” che per questo ha chiesto a Travaglini le dimissioni. Richiesta già respinta dalla diretta interessata: «Sono assolutamente tranquilla della mia correttezza e di quella di qualsiasi mio familiare. Molti nemici, molto onore: se i nemici sono questi, l’onore è all’ennesima potenza». La nota di “Insieme” ricostruisce la vicenda: «L’ex amministrazione Florindi aveva esperito una gara d’appalto per alcune opere di manutenzione straordinaria all’interno dello stadio comunale Petruzzi, gara vinta di recente da un’azienda fuori provincia». Poi la segnalazione di alcuni cittadini: i lavori in appalto vengono eseguiti da una ditta locale riconducibile alla famiglia del vice sindaco, «il tutto a porte chiuse e senza cartellone di cantiere». Il gruppo consiliare “Insieme” sostiene di aver verificato, sull’albo dell’Ente, che le opere in questione risultano regolarmente affidate a una società di fuori provincia e che non risulta alcun sub-appalto: per questo ha presentato richiesta di accesso agli atti. «In attesa di conoscere l’esito dell’attività di controllo e leggere le carte», spiega il capogruppo Antonio Melchiorre, «abbiamo constatato che, dopo la nostra comunicazione alla polizia municipale, è stato apposto all’ingresso del campo sportivo, in modo ben visibile dall’esterno, il cartello dei lavori dal quale si evince che non figurano sub appalti». Dalla copia della documentazione sulla procedura negoziata, prosegue invece Melchiorre, «è emerso che la ditta aggiudicataria dei lavori straordinari ha sottoscritto con la società che stava effettivamente eseguendo i lavori in questione un contratto di nolo a caldo, cioè di fornitura di macchinari comprensivi di operatori», ma «dalle segnalazioni a noi pervenute e dai documenti in nostro possesso risulta che la società vicina alla vice sindaco fosse all’opera all’interno dello stadio già giorni prima del dichiarato inizio dell’asserito noleggio». Melchiorre ipotizza che il ricorso al contratto di noleggio sia un modo per mascherare «attività riconducibile al subappalto», dunque non autorizzata, e annuncia ulteriori azioni una volta ottenute le informazioni: «Già censurabile», chiosa, «è la questione sotto il profilo politico. La partecipazione nei lavori pubblici citati di una società vicina alla vice sindaco è inopportuna, anche se la forma congegnata dovesse apparire corretta».
Travaglini respinge qualsiasi illazione su un suo coinvolgimento: «Essendo un lavoro pubblico, è l’ufficio tecnico che se ne occupa. Il segretario generale ha il compito di controllare la regolarità di tutti gli atti, in ogni caso mi sembra assolutamente improbabile che ditte impegnate da cinquant’anni nel settore commettano leggerezze simili. Mi sarei aspettata tutta questa attenzione ai lavori pubblici negli anni scorsi: invece di cercare lo scoop e la notizia diffamatoria, facessero opposizione negli interessi dei cittadini». Evidenzia poi come la notizia sia stata diffusa prima dei necessari controlli: «Parlassero quando hanno la documentazione in mano, non con il solo obiettivo di gettare fumo negli occhi».