Lavori bloccati per due mesi «La pista pronta a gennaio»

31 Agosto 2024

Lo stop del Genio Civile cambia i programmi: i grandi del G7 non atterreranno a Pescara

PESCARA. Non vedremo atterrare l’Air Force Two sulla nuova pista dell’aeroporto d’Abruzzo. E forse nessun altro dei grandi del G7 raggiungerà Pescara in aereo. Il primo a rimanerci male sarà il vice premier, Antonio Tajani, che in piena campagna elettorale per le regionali rivinte da Marco Marsilio diede l’annuncio agli abruzzesi.
Ma il cronoprogramma dei lavori per l’allungamento della pista ha subìto un imprevedibile cambio di marcia che ha dilatato i tempi di completamento di almeno due mesi.
«Sarà pronta a gennaio», ha rivelato ieri al Centro una fonte interna alla Saga, la società controllata dalla Regione che gestisce l’aeroporto d’Abruzzo. Intanto Assaeroporti ha pubblicato i dati di luglio sul traffico di passeggeri dello scalo pescarese che incrementa il proprio segno meno. Mentre la Saga perde un pezzo forte, il vice presidente, Alessandro D’Alonzo, che ha optato per il ruolo di nuovo consigliere comunale a Pescara e quindi si è dimesso dalla controllata della Regione su cui Marsilio ha un piano ben preciso, e se vogliamo anche drastico, ma non ancora rivelato dal governatore. Andiamo con ordine.
SOGNO INFRANTO.
Il G7 della cooperazione e dello sviluppo si farà a Pescara il 23 e 24 ottobre prossimi.
Un vertice ministeriale, con base all’Aurum e l’obiettivo di gettare un ponte tra i sette Paesi più industrializzati – Usa, Canada, Regno Unito, Francia, Germania, Giappone e Italia – e gli emergenti, a partire dall’Africa. Il sogno, e l’ha detto proprio Tajani, era quello di vedere atterrare gli aerei intercontinentali delle delegazioni ministeriali direttamente sulla pista dell’aeroporto d’Abruzzo. «Il G7», disse il sindaco, Carlo Masci, «è una straordinaria occasione per promuovere la nostra città e alimentare il turismo: l’immagine degli aerei presidenziali, a partire dall’Air Force Two (una variante Usa del Boeing 757, ndr), che atterrano sulla nostra pista sarà un modo per far capire a tutti che Pescara può ospitare anche voli intercontinentali». Ma la “gola profonda” che ci risponde dalla Saga teme che il sogno non si avvererà.
Il motivo, tenuto segreto, è legato a una lettera inviata dal Genio Civile che ha tenuto bloccati i lavori per oltre un mese. La lettera riguardava la fase che precede l’intervento vero e proprio di allungamento della pista, cioè la cosiddetta Bob (Bonifica degli ordigni bellici) che, secondo il Genio Civile, andava eseguita anche nel tratto già esistente dell’infrastruttura. L’intoppo si è risolto solo dopo che la Saga è riuscita a ritrovare vecchi documenti per dimostrare che quell’indagine era stata fatta.
Tutto ciò, secondo la nostra fonte, sarebbe accaduto nel mese di luglio. Ma anche ad agosto si è perso inevitabilmente tempo per via della maggiore frequenza di arrivi e partenze allo scalo aereo abruzzese. Così i lavori, che dovevano concludersi in tempo utile per l’arrivo dei grandi del G7, sono slittati di due mesi. Amen. Passiamo ai numeri.
EMORRAGIA CONTINUA.
«Sono 30.284 gli utenti persi nei primi sette mesi di quest’anno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. A luglio si è registrato l’ennesimo calo nei transiti: 2.993 in meno rispetto a un anno fa, pari al -2,9%». Non aspettava altro il deputato del Pd, Luciano D’Alfonso, per attaccare nuovamente il governo regionale di centrodestra sui numeri dell’aeroporto abruzzese. Le cifre fornite da Assaeroporti - l’associazione che riunisce le società di gestione di 36 scali italiani - segnalano una diminuzione costante dalla fine del 2023: a novembre scorso infatti il dato era stato di -3.690 transiti, pari al -8,4%, mentre a dicembre aveva toccato quota -3.284, equivalente a -7,3%. L’unica eccezione in positivo si è avuta nel marzo scorso, grazie ad un lievissimo aumento (+1.324 passeggeri) dovuto alla Pasqua bassa (31 marzo). «Intanto gli altri aeroporti italiani vanno benissimo», rimarca D’Alfonso, «il dato nazionale è in trend positivo da gennaio, e a luglio si è attestato al +10,4%, con il vicino scalo di Ancona in pieno boom (+20,3%) grazie ai nuovi collegamenti per Parigi, Atene e Monaco di Baviera. E guarda caso, il direttore generale che sta facendo volare lo scalo marchigiano è un abruzzese: Alexander D’Orsogna».
COLPO DI SPUGNA.
Ma l’uscita di scena di D’Alonzo, il vice del presidente Saga Vittorio Catone, è solo il primo dei segnali che porteranno a una drastica cura del governatore Marsilio. E cioè l’azzeramento in toto dell’intero consiglio di amministrazione della società controllata dalla Regione e la nomina di un amministrare unico che dovrebbe avvenire a stretto giro di posta, poco dopo l’11 settembre. «Il Cda è scaduto il 30 giugno scorso; il nuovo amministratore sarà un romano», si lascia sfuggire la “gola profonda” prima di chiudere il cellulare.