Lavori per pagare tributi evasi La proposta in commissione

26 Novembre 2016

PESCARA. È finalmente partito l’esame della proposta, presentata dal Movimento 5 Stelle, del cosiddetto baratto amministrativo, ossia la possibilità per i cittadini che non riescono a pagare le...

PESCARA. È finalmente partito l’esame della proposta, presentata dal Movimento 5 Stelle, del cosiddetto baratto amministrativo, ossia la possibilità per i cittadini che non riescono a pagare le tasse di saldare il proprio debito lavorando per il Comune. Ieri mattina, la commissione Statuto ha avviato l’iter dell’apposita delibera, che dovrebbe poi approdare in consiglio.

In particolare la proposta, presentata dalla capogruppo Enrica Sabatini e dalla consigliera Erika Alessandrini, prevede una sorta di patto di collaborazione tra Comune e cittadino. «La crisi economica negli ultimi anni», spiega la delibera, «ha colpito in maniera intensa anche la nostra città, che ha visto purtroppo aumentare in maniera considerevole il numero dei disoccupati e delle famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese e, di conseguenza, ad onorare i pagamenti dei tributi dovuti». «Per questo», prosegue il documento, «le amministrazioni evidenziano notevoli difficoltà nel recupero del gettito erariale». Da qui, la possibilità per i Comuni, prevista dalla legge, di definire con apposita delibera i criteri e le condizioni per la realizzazione di interventi su progetti presentati da singoli cittadini o associati. Gli interventi possono riguardare la pulizia, la manutenzione, l’abbellimento di aree verdi, piazze, strade, decoro urbano, nonché recupero e riuso di aree e beni immobili inutilizzati.

Nell’apposito regolamento viene però specificato che l’amministrazione comunale avrà la facoltà di stabilire un numero massimo di soggetti da coinvolgere nelle attività. Le richieste di partecipazione potranno arrivare da gruppi di cittadini o associazioni riconosciute. Verrà privilegiato il cittadino che presenterà il reddito Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) più basso. «Il contenuto del patto di collaborazione», sottolinea il regolamento, «varierà in relazione al grado di complessità degli interventi concordati e della durata». I cittadini scelti saranno chiamati a fare attività di pulizia e sfalcio di aree verdi, parchi e aiuole; pulizia di strade, piazze, marciapiedi e altre pertinenze stradali di proprietà comunale; pulizia di locali dell’ente; lavori di piccola manutenzione di edifici pubblici, con particolare riferimento a scuole e centri civici; manutenzione di aree giochi per bambini e arredo urbano. «L’attività svolta», avverte sempre il regolamento, «non determinerà in alcun modo l’instaurazione di un rapporto di lavoro con il Comune». Durante la lettura dei primi articoli del regolamento, tuttavia, alcuni consiglieri di centrodestra e centrosinistra hanno espresso qualche perplessità sulla possibilità di applicare questa proposta in una città di medie dimensioni come Pescara.

©RIPRODUZIONE RISERVATA