Lavori sulle scogliere Piano per proteggere gli stabilimenti a sud

Scaricate 2mila tonnellate di pietra provenienti dalle cave di Lettomanoppello. Sacchi di sabbia contro le mareggiate
PESCARA. Dovrebbero cominciare questa settimana, complice il meteo favorevole, i lavori di rinforzo su 11 scogliere prospicienti gli stabilimenti balneari Mare Blu e Ombretta-Marinaretto, nel tratto tra Fosso Vallelunga e il confine con Francavilla, a Pescara sud. I lavori sono necessari per la messa in sicurezza del litorale, continuamente colpito dalle mareggiate.
Sugli scogli saranno scaricate duemila tonnellate di pietra provenienti dalle cave di Lettomanoppello e di Apricena, in provincia di Foggia. Ogni blocco pesa due tonnellate e mezzo.
La posa in opera del pesante materiale lapideo è resa possibile grazie all'ausilio di un motopontone con gru idraulica della portata di 500 tonnellate che trasporterà il carico dalla banchina sud a Fosso Vallelunga. La ditta appaltatrice che eseguirà gli interventi, finanziati dalla Regione per 95mila euro, è la Dalmar di Lorenzo e Paolo D'Alessandro di Vacri, nel Teatino.
Previsto anche il ricongiungimento (25 metri in soffolta) del pennello all'altezza del lido Ombretta, con la scogliera antistante a forma di "L". L'ordinanza della capitaneria di porto rende noto che i lavori si concluderanno il 30 dicembre, esclusi ritardi tecnici conseguenti alle condizioni meteo.
Nei giorni scorsi, sul tratto di costa interessato agli interventi le onde raggiungevano due metri e venti di portata con il mare forza 3. Intanto, si sono conclusi gli interventi di ripascimento (5mila metri cubi di sabbia, costo dei lavori 36mila euro) del litorale antistante 16 stabilimenti di Pescara sud, fino al confine con Francavilla.
I lavori sono stati commissionati dal Comune. I lidi che hanno beneficiato del ripascimento tanto atteso per far fronte ai danni delle mareggiate sono: La Playa, Rivadoro, Circolo della Vela, Nuovo Tramonto, Coralba, Don Orione, Bora Bora, Lido 186, Mare Blu, Nereidi, La Caravella, La Zattera, Stella D'Oro, Il Corallo, Il Pirata e Ombretta.
Migliaia di metri cubi di sabbia sono stati estratti con escavatori cingolati dalla zona portuale della Madonnina raschiando i fondali intorno ai trabocchi in secca, e trasportati nelle "vasche" di Porta Nuova con sette autocarri da 20 metri cubi di capienza. Enormi sacchi quadrati di sabbia sono stati posizionati a mò di barriera nelle adiacenze degli stabilimenti, per contrastare la furia del mare e bloccare l'avanzata delle onde in tempesta.
La sabbia ingabbiata nei sacchi che ora proteggono gli stabilimenti, sarà rilasciata e distesa sulle spiagge poco prima dell'avvio della prossima stagione balneare.
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