Lavoro da casa: c’è la proroga fino al 31 luglio, di pari passo con lo stato d’emergenza

22 Aprile 2021

Smart working prorogato fino al 31 luglio. Nel decreto sulle riaperture del 26 aprile è contenuta la proroga dello stato di emergenza fino a fine luglio, decisione che avrà conseguenze anche sulla...

Smart working prorogato fino al 31 luglio. Nel decreto sulle riaperture del 26 aprile è contenuta la proroga dello stato di emergenza fino a fine luglio, decisione che avrà conseguenze anche sulla durata dello smart working che letteralmente significa “lavoro agile” e indica una modalità di lavoro non vincolata da orari o da luogo di lavoro, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro. Fino a ieri la normativa sul lavoro agile emergenziale era in scadenza a fine aprile. La norma, dopo la proroga, resta quella che permette alle aziende di far ricorso allo smart working senza dover sottoscrivere un accordo individuale, come invece previsto dalla legge numero 81 del 2017. Con lo stato di emergenza, invece, le aziende possono ricorrere allo smart working in maniera unilaterale. In queste ore è spuntata anche la possibilità di andare oltre l’estate con il lavoro agile, da casa, in modo da allinearsi al possibile raggiungimento dell’immunità di gregge in seguito all’attuazione del piano vaccinazioni.
L’ipotesi non è solo legata all'andamento delle vaccinazioni, ma potrebbe favorire le imprese dando alle stesse un tempo adeguato per organizzare il lavoro agile post emergenza, quando per continuare lo smart working sarà necessario disciplinare il lavoro agile con i dipendenti, senza l’ombrello della normativa emergenziale, che fa scattare il provvedimento in automatico, su decisione dell'azienda. Per quanto riguarda lo smart working negli uffici pubblici, il ministro della pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ha spiegato che gli enti locali «potranno utilizzare lo smart working solo se migliorerà l’organizzazione del lavoro, l’efficienza dello stesso e aumenterà la soddisfazione del cliente. Solo se queste tre cose si verificheranno contemporaneamente nel nuovo processo organizzativo ci sarà lo smart working; altrimenti si ritornerà sul posto di lavoro». (m.p.)