Lavoro post-laurea, il primato va all’Aquila

14 Giugno 2020

Il 44,6% di chi studia nel capoluogo trova occupazione dopo un anno. A Chieti-Pescara è il 38,6%

L'AQUILA. Il primato spetta all'Università dell'Aquila. È l'ateneo che, in Abruzzo, garantisce al 44,9% dei neolaureati di trovare lavoro entro un anno. La percentuale sale al 78,5% a cinque anni dalla laurea. Buona anche la performance dell'Università “D'Annunzio” Chieti- Pescara, con il 38,6% di studenti che entra nel mondo del lavoro entro dodici mesi dalla laurea e il 74,1% dopo cinque anni. Per Teramo le rispettive percentuali scendono al 35,1 e 71,9%. A dirlo è il “Rapporto sulla condizione occupazionale dei laureati”, elaborato dal consorzio interuniversitario Almalaurea, che ha analizzato la posizione di 650mila laureati di 76 atenei, studiando i risultati raggiunti nell'inserimento lavorativo nel 2014, 2016 e nel 2018. A fronte di un calo evidente degli iscritti, tra il 2013 e il 2014, si è registrato un incremento delle immatricolazioni, nel biennio 2018-2019, pari all'11,2%. Nonostante ciò, dal 2003 al 2019, le università hanno perso oltre 37mila matricole. Altri dati: solo il 40% degli studenti che terminano la scuola superiore si iscrive all’università e l’Italia risulta penultima, in Europa, per numero di laureati, con il 27,8% rispetto al 40,7% della media europea.
«Eppure», afferma il presidente di Almalaurea, Ivano Dionigi, «laurearsi conviene. Chi possiede una laurea, rispetto a un diplomato, ha più possibilità occupazionali (+13%) e una maggior retribuzione (+39%)».
A livello nazionale su 277.873 laureati monitorati, a un anno dalla laurea, il 44,9% trova lavoro. Il 38,9% non ha un'occupazione e non la cerca, mentre il 16,1% è alla ricerca di un lavoro. Per quanto riguarda l’Università dell'Aquila, il monitoraggio ha riguardato la situazione occupazione di 2.574 laureati di cui, il 47,3%, ad un anno dalla laurea, ha trovato lavoro, il 34,9% non ha un'occupazione e non la cerca, il 17,8% non riesce a trovarla. Dopo cinque anni lavora il 78,5% dei laureati, il 13,4% non ha un'occupazione e l’ 8,2% non la trova.
Questa la situazione a Teramo: ad un anno dalla laurea, su 944 laureati, il 38,6%, lavora, il 36,6% non lavora e non cerca, il 24,8% non lo trova. Dopo 5 anni la percentuale di chi lavora sale al 74,1%, mentre solo il 9,7%, non lavora e il 16,2% non trova occupazione. Infine, per quanto riguarda l’Università Chieti e Pescara, il 35,1% dei neolaureati viene inserito nel mondo del lavoro ad un anno dalla laurea, il 41,6% non lavora e il 23,3% non lo trova.
Dopo 5 anni il 71,9% ha un contratto di lavoro, il 15,2% non lavora e non lo cerca, il 12,9% è in cerca di occupazione, ma senza successo. Le lauree che danno un accesso facilitato alla professione sono ingegneria, professioni sanitarie e architettura, con un tasso di occupazione superiore al 90%. Per gli indirizzi letterario, psicologico e geo-biologico il tasso di occupazione è inferiore all’83,0%.(m.p.)
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