Lavoro, ritorno in ufficio Il vero test è quello di oggi

18 Ottobre 2021

Green pass: anche da noi è corsa al certificato facile. Arriva lo stop ai medici

Oggi è la reale prova del nove. Se venerdì è stato il giorno spartiacque per il ritorno dei lavoratori negli uffici, con l’inizio della nuova settimana inizia il vero e proprio test su Green pass e stop allo smart working.
Così da una parte ci sono le regole che disciplinano la sicurezza contro il Covid all’interno degli ambienti lavorativi, dall’altra si registra una corsa al certificato medico in molti casi non dettato da reali esigenze. Ecco tre dati nazionali significativi: 100 milioni di Green pass rilasciati, 320mila statali ancora senza pass e aumento improvviso del 23% di chi ha marcato visita: numeri enormi che spingono la Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) a lanciare un appello-diffida anche in Abruzzo affinché non si verifichino episodi di questo genere.
LE REGOLE
Lo scorso 15 ottobre è stato il «d-day per tutto il mondo del lavoro», come detto dal ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta che, insieme a quello della Salute Roberto Speranza, ha preparato le linee guida operative per il rientro negli uffici delle 32mila amministrazioni pubbliche del Paese con il Green pass. L’entrata in vigore dell’obbligo del certificato verde da venerdì scorso per accedere ai luoghi di lavoro, pubblici e privati, ha segnato infatti anche il ritorno in presenza della maggior parte degli oltre tre milioni di dipendenti della Pubblica amministrazione.
Per evitare affollamenti, ogni amministrazione può in autonomia decidere orari di ingresso e di uscita che possono essere flessibili.
SMART WORKING REGOLATO
In attesa della regolazione del lavoro agile nell’ambito della discussione in corso sul Contratto nazionale di categoria, e fino al 31 dicembre 2021, ogni amministrazione può ancora far lavorare da remoto i propri dipendenti per alcuni giorni della settimana e a rotazione. L’importante è che, viene spiegato dalla funzione pubblica, venga mantenuta una serie di condizioni.
Tra queste l’invarianza dei servizi resi all’utenza; un’adeguata rotazione del personale autorizzato alla prestazione di lavoro agile, assicurando comunque la prevalenza per ciascun lavoratore del lavoro in presenza; l’assoluta riservatezza dei dati e delle informazioni trattati durante lo svolgimento del lavoro agile; un piano di smaltimento del lavoro arretrato, qualora si sia accumulato.
E poi ancora: è opportuno garantire la fornitura di idonea dotazione tecnologica al lavoratore; deve prevalere lo svolgimento in presenza della prestazione lavorativa dei soggetti titolari di funzioni di coordinamento e controllo, dei dirigenti e dei responsabili dei procedimenti; è necessario assicurare la rotazione del personale in presenza ove richiesto dalle misure di carattere sanitario. Restano comunque validi gli accordi stipulati pre-pandemia in via individuale tra datore di lavoro e lavoratore.
Poi ogni amministrazione deve preparare il Piano integrato di attività e organizzazione (Piao) che prevede anche una quota di lavoro da remoto (fino al 15 per cento).
GREEN PASS OBBLIGATORIO
Tutti i dipendenti pubblici e i visitatori di uffici pubblici, per accedere nei locali e lavorare devono avere il Green pass.
Sono inclusi quindi anche quei lavoratori addetti alla manutenzione, dei locali mense e bar interni agli uffici pubblici, i fornitori, i corrieri, i prestatori e i frequentatori di corsi di formazione. Sono esclusi gli utenti che non devono presentare il certificato.
I CONTROLLI
In generale la certificazione verde va controllata all’ingresso degli uffici pubblici. Le verifiche possono essere manuali o automatizzate, soprattutto in caso di amministrazioni con un elevato numero di lavoratori. Gli uffici possono utilizzare le piattaforme digitali già in uso dalla pubblica amministrazione e quelle che verranno messe a disposizione. Ogni amministrazione è autonoma e decide la modalità dei controlli. La verifica del certificato verde è affidata al datore di lavoro o ad un suo delegato.
Nel caso della pubblica amministrazione sono i dirigenti apicali di ogni amministrazione o soggetti da loro delegati.
SOSPENSIONE DAL LAVORO
Il lavoratore senza Green pass o con uno non valido non può accedere al proprio posto di lavoro e viene quindi sospeso dalle sue funzioni: la sua assenza viene considerata ingiustificata e anche la sua retribuzione viene sospesa. I giorni non lavorati causa sospensione non concorrono al calcolo delle ferie né dell’anzianità.
LA FIGURA PROFESSIONALE
Le linee guida spiegano anche che ogni amministrazione pubblica deve avere un mobility manager che elabori i piani di spostamento casa-lavoro dei lavoratori in base agli orari di ingresso e uscita. Le Regioni, dal canto loro, sono chiamate ad adeguare i piani di trasporto in base alle nuove fasce di orario delle amministrazioni pubbliche.
IL BOOM DI CERTIFICATI
Nonostante le regole disposte per la sicurezza, però, c’è chi preferisce lo smart working al punto da presentare certificati medici non sempre giustificati. «Presumibilmente un aumento di certificati c’è anche nella nostra regione», commenta Mauro Petrucci, segretario provinciale Fimmg di Chieti, una delle aree abruzzesi con il maggior numero di medici.
«Come rappresentante del sindacato dei medici di famiglia, dico ai colleghi che siano accorti affinché non facciano certificazioni accondiscendenti e di favore. Innanzitutto perché va certificato l’effettivo stato di malattia. Inoltre», aggiunge, «noi, che dobbiamo premere perché il maggior numero di persone si vaccini per uscire dalla pandemia, non possiamo prestare il fianco a chi oppone delle resistenze inutili e ingiustificate. Le norme per l’esonero alla vaccinazione sono ben codificate».
E a proposito di vaccinazioni, «l’ordine dei medici ha fatto un’opera di sensibilizzazione anche sui colleghi non ancora immunizzati. Abbiamo scritto una lettera ad Asl e Regione per vedere se ci fossero medici no vax, ma stiamo ancora aspettando una risposta. È strano che non ce ne sia stato ancora segnalato nessuno: se questo significa che abbiamo il 100% di vaccinati siamo soddisfatti, se invece c’è un rallentamento dei tempi di comunicazione è un problema, perché questo potrebbe contribuire ad aumentare gli atteggiamenti di assenteismo».
«DEPRECABILE» L’appello alle vaccinazioni a tutta la popolazione viene rilanciato anche da Alessandro Grimaldi, segretario regionale Anaao Assomed, l’associazione dei medici dirigenti ospedalieri.
E sul boom di certificati medici: «Se sono legati a uno stato reale di salute sono giusti. Se sono un pretesto, ma non ho alcun elemento per dirlo, sono deprecabili come tutti i fenomeni estremi».