Lazio, Zingaretti è l’unica festa del Pd

ROMA. Nella corsa al Nazareno aperta dalle dimissioni di Matteo Renzi non ci sarà uno dei «soliti sospetti», il neo-rieletto governatore del Lazio Nicola Zingaretti, unico trionfatore con maglia Pd...
ROMA. Nella corsa al Nazareno aperta dalle dimissioni di Matteo Renzi non ci sarà uno dei «soliti sospetti», il neo-rieletto governatore del Lazio Nicola Zingaretti, unico trionfatore con maglia Pd nella Waterloo Pd del 4 marzo. Un successo, parlano i numeri delle Regionali, trainato dalla Capitale, dove il governatore ha fatto l'exploit: 545 mila voti, il 37,4% a fronte del 33,2 di media in tutta la regione, trascinando con sé anche il Pd, che nella Capitale ha fatto il 22,51 sorpassando anche il M5s. E ribaltando il risultato delle politiche. Un effetto traino da riproporre anche in chiave nazionale? «Se la domanda è cosa farò da grande - ha detto però chiaro e tondo il neo governatore bis - nei prossimi 5 anni sarò il presidente del Lazio, perché è per quello che i cittadini mi hanno eletto». Parole che raffreddano gli entusiasmi - e i timori - di chi vedeva nel governatore l'identikit del «ricompattatore», in opposizione al «rottamatore» Renzi: dopo 5 anni di governo con una coalizione di centrosinistra, Zingaretti ha centrato il bis riproponendo lo schema dell'allargamento trovando l'accordo con LeU che non è riuscito in Lombardia ma coinvolgendo - con due civiche premiate dalle urne - pezzi di cattolicesimo sociale e dell'associazionismo moderato. Ipotesi, quella di una corsa alla segreteria, che sembravano corroborate dal discorso della vittoria, a poche ore da quello, di tutt'altro tono, dell'ex sindaco di Firenze.

