Le attività che si fermano: dai negozi fino ai mercati

18 Novembre 2020

Scatta lo stop alle vendite di abbigliamento, scarpe, pelletteria, gioielli e gadget Nessuna sospensione per il commercio ambulante di cibo, bevande, fiori e piante 

Da oggi sono abbassate non solo le serrande di 8.200 bar, ristoranti e pizzerie, che possono comunque lavorare con l’asporto oppure consegnare a domicilio, e 555 agriturismi in Abruzzo. La zona rossa blocca decine di altre attività commerciali nella regione elencate nella tabella ufficiale, basata sui codici Ateco, che pubblichiamo. Da questa mattina saranno chiusi i negozi di abbigliamento, gli estetisti ma anche le gioiellerie e negozi di gadget. Saranno aperte, come previsto dal Dpcm e dalla Regione, solo quelle attività ritenute essenziali. Entriamo nel dettaglio.
ATTIVITÀ CHIUSE. A partire da questa mattina non ci saranno i mercati rionali (ad esclusione della vendita ambulante di prodotti alimentari e bevande, prodotti ortofrutticoli, ittici, carne, fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti. E ancora profumi e cosmetici, saponi, detersivi ed altri detergenti, biancheria, confezioni e calzature per bambini e neonati); saranno chiusi i negozi che vendono abbigliamento, scarpe, pelletteria. Non ci sarà la possibilità per gli abruzzesi di recarsi dall’estetista.
Serrande abbassate 7 giorni su 7 anche per pub, gelaterie, pizzerie, pasticcerie, ristoranti e fast food, ma si potrà fare asporto fino alle 22 e consegna a domicilio. L’ordinanza prevede che caffè, pasticcini, panini, pizze e primi piatti potranno essere preparati nei locali ma consumati altrove dai clienti.
CHI RIMARRÀ APERTO? Come abbiamo già riportato in modo dettagliato sul Centro di ieri, continueranno a operare tutti gli esercizi che vengono ritenuti essenziali come alimentari e supermercati, le edicole, le librerie, le cartolerie, i prodotti per ufficio, i parrucchieri e i barbieri, le farmacie o parafarmacie.
Serrande alzate anche per tabaccherie, ferramenta, lavanderie, negozi che vendono materiali da costruzioni, cibo per gli animali, prodotti per il giardinaggio, prodotti per l’illuminazione e la sicurezza e i benzinai. Anche nei centri commerciali potranno restare aperti tutte queste attività, mentre dovranno chiudere negozi di abbigliamento e di altri generi non ritenuti essenziali.
DANNO ALL’AGRICOLTURA. Le chiusure imposte dal Governo avranno un forte impatto sulle produzioni agricole regionali dall’olio al vino, dai formaggi al tartufo come sostiene Coldiretti Abruzzo. «Una situazione che potrebbe ulteriormente peggiorare nel caso in cui i vincoli al consumo fuori casa si dovessero estendere alle feste di fine anno, con Natale e Capodanno alle porte», hanno spiegato dall’associazione di categoria, «gli effetti della chiusura delle attività di ristorazione si fanno sentire a cascata sull’intera filiera agroalimentare con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari, dal vino all’olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco».