Le aziende agricole: «Adesso sì al taglio delle bollette»
PESCARA. «Il Consorzio di bonifica Centro si è sempre sottratto a qualsivoglia tavolo di confronto». Lo affermano le aziende agricole del Pescarese che avevano fatto ricorso al Tar contro gli aumenti...
PESCARA. «Il Consorzio di bonifica Centro si è sempre sottratto a qualsivoglia tavolo di confronto». Lo affermano le aziende agricole del Pescarese che avevano fatto ricorso al Tar contro gli aumenti delle tariffe (più 70% sulla contribuzione extra agricola e più 20% su quella agricola): in ballo cartelle di pagamento da 10,21 euro fino a oltre 10mila.
La presa di posizione dei produttori di vino, olio e ortaggi arriva dopo le dichiarazioni del presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri che, sulla sentenza del Tar che ha recentemente annullato gli aumenti, ha detto: «Tutti stavamo lavorando per studiare ed elaborare una riduzione delle tariffe, gli stessi legali dei privati promotori di un ricorso al Tar e del Consorzio si erano incontrati per una composizione bonaria».
Le aziende contestano questa ricostruzione e lanciano un appello alla Regione per applicare il taglio delle bollette disposto dal Tar: «Si smentisce che sia avvenuto alcun incontro tra avvocati, né tantomeno tra le parti, né infine sia mai avviata alcuna trattativa. Le richieste di incontro tra i ricorrenti e il Consorzio, più volte reiterate sia sui media sia in sede istituzionale, hanno sempre registrato un formale diniego. Il Consorzio di bonifica si è sempre sottratto a qualsivoglia tavolo di confronto, da ultimo in occasione della convocazione in terza commissione Agricoltura del consiglio regionale del 14 marzo scorso, sostenendo di voler aspettare il pronunciamento del Tar. Prendiamo atto», continuano le aziende, «delle dichiarazioni del presidente Sospiri che testualmente afferma “tutti stavamo lavorando per studiare ed elaborare una riduzione delle tariffe”, quindi auspichiamo che venga a informarci su tali studi, unitamente ai dirigenti del Consorzio, nella prossima audizione che la commissione Agricoltura vorrà richiedere». (p.l.)

