Le estetiste: «Pronte a ripartire, così tuteleremo i clienti»

30 Aprile 2020

Mascherine, occhiali, visiere, distanze e pulizia dei locali «E chi entra verrà munito di copriscarpe e nuovi guanti»

PESCARA. Il contatto diretto tra operatore e utente è più che ravvicinato ed è il cuore della prestazione. Quella degli estetisti, come dei parrucchieri e dei tatuatori, è un categoria definita ad alto rischio. Al momento, non senza proteste, queste attività dovranno attendere fino al primo giugno per poter riaprire i battenti. Per la natura del servizio, il lavoro da estetista prevede regole stringentissime a livello sanitario.
I PROTOCOLLI Mascherine e guanti per molti trattamenti sono già obbligo. Così come sono rigidi i protocolli di sanificazione e disinfezione che i centri estetici devono seguire. Il rapporto è one-to-one, vale a dire un operatore per ciascun cliente. In sostanza, se non per qualche accorgimento in più, la categoria è pronta a ripartire. In questa fase di emergenza oltre a guanti e mascherine, le estetiste saranno munite anche di occhiali e visiere come ulteriore schermo.
PULIZIA GIORNALIERA «Abbiamo un locale da 150 metri quadri con sei cabine», spiega Michela Maselli, titolare insieme a Ylenia Gulisano del centro estetico Eden, The Wellness Paradise, in piazza Duca, per un totale di 5 operatrici.
«Con gli spazi che abbiamo a disposizione, non dovremmo avere problemi a rispettare le misure di distanziamento e a proseguire nel nostro lavoro. Oltre alla pulizia giornaliera, ogni settimana il centro viene sterilizzato e in vista della futura riapertura, il locale verrà sottoposto a una sanificazione apposita. Mascherine e guanti per noi sono routine, attendiamo eventuali disposizioni per fare gli altri adeguamenti necessari».
Sanificazione già fatta nel centro estetico Cipria a Montesilvano, di Vittoria Manzo che in pieno lockdown, un mese fa, ha raggiunto i 10 anni di attività. «All'ingresso apporrò un dispenser di disinfettante e doterò la cliente di guanti, mascherina e copriscarpe. La giacca e la borsa verranno imbustati. Io utilizzerò anche visiera e occhiali protettivi e non escludo che in una primissima fase eviterò trattamenti al viso che necessitano che la cliente si tolga la mascherina».
GUANTI E COPRISCARPE Prima ancora di cominciare, il metodo di lavoro sembra ben definito. «La cliente al suo arrivo dovrà gettare i guanti che indossava all'interno di un bidone apposito all'ingresso», chiarisce Daniela Capodicasa, proprietaria del centro estetico Les Danì Wellness in piazza della Rinascita.
«Verrà munita di nuovi guanti, copriscarpe e tutti gli abiti, che eventualmente dovrà togliere per il trattamento, verranno imbustati e restituiti al termine del servizio. Tra una cliente e un'altra attenderemo almeno 20 minuti, per sottoporre ad areazione e sanificazione la stanza e i piani sui quali è stata in contatto».
I DANNI ECONOMICI Come tutte le altre categorie commerciali, il settore dei centri estetici ha subìto notevolmente i danni economici del coronavirus. Tanto più che il lockdown è arrivato nei mesi più floridi per il settore, alle prese con i trattamenti estetici preparatori per la prova costume. Oltre agli incassi perduti, si aggiungono le spese vive per affitti e utenze e quelle future per le dotazioni necessarie di tutti i dispositivi di protezione per le operatrici e per i clienti.
Queste tematiche sono al centro di una petizione, che su base nazionale ha raccolto circa 15mila firme e che trova a livello regionale la referente in Daniela Capodicasa. Oggetto, le misure economiche di sostegno per gli affitti e i redditi, la sospensione di mutui, prestiti e noleggi e ammortizzatori sociali per i dipendenti.
L’ABUSIVISMO A pesare sulla categoria, oltre ai mancati ricavi, anche la crescita del fenomeno dell'abusivismo a domicilio, pari al 26 per cento tra acconciatori ed estetisti, secondo i dati di Confartigianato Imprese Pescara.
L'associazione ha lanciato un appello a deputati e senatori abruzzesi, affinché il governo riveda la decisione di tenere chiusi fino al primo giugno, e ha elaborato un protocollo contenente proposte dettagliate sulle modalità con cui tornare operativi nel rispetto della sicurezza di addetti e clienti.
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