Le famiglie chiedono i danni alla Sabino Esplodenti: «È mancata la prevenzione»

Iniziativa di 19 parenti delle vittime: «Ora vogliamo giustizia, la verità verrà fuori» Domani e giovedì le autopsie, poi ci saranno i funerali nei paesi dei tre operai
CASALBORDINO. Strage di contrada Termini: sono diciannove le persone che vogliono giustizia e sono pronti a chiedere i danni alla Sabino Esplodenti. Sono i familiari di Giulio Romano, 56 anni di Casalbordino, Gianluca De Santis, 44 anni di Palata (Campobasso) e Fernando Di Nella, 62 anni di Lanciano. L'attenzione dei loro legali è puntata sui risultati delle perizie eseguite dai Ris e su quanto emergerà dall'autopsia sulle vittime in programma domani. La famiglia di Giulio Romano si è affidata all'avvocato Antonello Cerella. I congiunti di Fernando Di Nella hanno nominato l'avvocato Michele Di Toro, mentre quelli di Gianluca De Santis, l'avvocato Berardino Mucci di Termoli.
ATTESA DI GIUSTIZIA
«La famiglia Romano, al pari delle altre due è distrutta», afferma l'avvocato Cerella, «la magistratura sta indagando e la verità verrà fuori». Le parti civili puntano poi il dito su quella che a loro giudizio è stata la causa del nuovo disastro: mancanza di adeguata prevenzione. «Quale che sia la causa di questa nuovo esplosione, non c'è stata prevenzione. Questo è il punto fondamentale» chiosa Cerella, «vogliamo giustizia». Stando ai risultati dei primi accertamenti la deflagrazione della granata sarebbe avvenuta all'interno della casamatta. De Santis stava disinnescando un grosso ordigno contenente quattro chili di polvere da sparo. All'improvviso l'esplosione. La spoletta era difettosa? È stato commesso qualche errore? Per le parti civili i possibili imprevisti andavano comunque previsti ed evitati . L'intera azienda ora è sotto sequestro. «Le famiglie aspettano la verità e nel frattempo sperano che le perizie necroscopiche vengano eseguite entro la settimana», conclude Cerella. «Casalbordino, ma così anche Lanciano e Palata aspettano la riconsegna delle salme per salutare per l'ultima volta i tre sfortunati operai». L'autopsia su Giulio Romano, Gianluca De Santis, e Fernando Di Nella, comincerà domani alle 8.30 e proseguirà il giorno successivo.
AUTOPSIE
Ieri mattina si è tenuto in Procura il conferimento dell'incarico ai periti. L'accertamento medico legale verrà fatto all'obitorio dell'ospedale clinicizzato di Chieti dal medico legale Pietro Falco e dalla genetista Rossella Ferrante. Prima della perizia verrà eseguita anche una tac. All'esame assisteranno i periti nominati dall'azienda e quelli incaricati dalle parti civili. Per la Sabino Esplodenti sarà presente il professor Cristian D'Ovidio, per i famigliari di Giulio Romano e Gianluca De Santis sarà presente la dottoressa Concetta Scioli. Per Fernando Di Nella invece ci sarà l'anatomopatologo Domenico Angelucci. Il pubblico ministero, Silvia Di Nunzio, ha ipotizzato i reati di omicidio colposo plurimo con l'aggravante della violazione delle norme per prevenire gli incidenti sul lavoro. I familiari delle vittime invocano giustizia. Diciannove persone hanno deciso di costituirsi parte civile: sei sono familiari di Romano, sette di Di Nella e sei di De Santis. A tutti loro il pubblico ministero ha richiesto l'esame del dna. Un passaggio essenziale per una perizia necroscopica così delicata. Il dna dei congiunti delle vittime sarà comparato a quello dei tre operai. La comparazione consentirà la corretta ricomposizione dei corpi dilaniati dall'esplosione. Alle perizie genetiche e necroscopiche si uniranno i risultati degli esami dei Ris di Roma: i militari del reparto investigazioni scientifiche hanno eseguito l'esame del materiale che si trovava sui corpi delle vittime e il repertamento. Un esercito di avvocati sta seguendo passo passo la vicenda. L'avvocato Sergio Rocca che ha preso il posto del compianto Franco Barbetta, venuto a mancare dieci giorni fa, assiste la società Sabino Esplodenti . I vertici societari, Gianluca Salvatore, Sabino Salvatore , Massimo e Marco Salvatore sono assistiti dagli avvocati Augusto La Morgia, Arnaldo Tascione e Francesco Tascione . Il direttore di stabilimento, Giustiniano Tiberio, è assistito dall'avvocato Raffaele La Gatta, il capo reparto Carlo Piscopo è difeso dall'avvocato Alessandra Cappa.
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