Le famiglie di Rigopiano sgomente: «Abbiamo vissuto il vostro dolore»

20 Febbraio 2021

MASSA D’ALBE. «Davanti a queste tragedie non si trovano facilmente le parole». Esordisce così Mario Tinari, il papà di Jessica morta a Rigopiano insieme al fidanzato Marco Tanda. «Mi dispiace che...

MASSA D’ALBE. «Davanti a queste tragedie non si trovano facilmente le parole». Esordisce così Mario Tinari, il papà di Jessica morta a Rigopiano insieme al fidanzato Marco Tanda. «Mi dispiace che questi genitori debbano provare un tale dolore», continua il papà dell’estetista di Vasto scomparsa a 24 anni, «ma a loro dico: devono farsi forza e andare avanti. Io se continuo ad andare avanti lo devo solo alla mia unica figlia, all’amore incondizionato che nutro per lei e al fatto che non la voglio deludere. Quando penso a Jessica parlo sempre al presente come se lei fosse ancora qui con me. È stato un regalo a scadenza! Certo, non nego che ho i miei momenti bui e di tristezza, ma per farmi forza cerco di pensare che ho avuto un bel dono che mi è stato tolto troppo presto. I genitori di questi ragazzi devono pensare alla tanta sofferenza che potrebbero causare ai loro figli nel saperli di non stare bene, devono pensare che i loro figli non vogliono vederli stare male. Insomma, bisogna andare avanti solo per loro. Nessuno nella sua vita dovrebbe provare un tale dolore, ma solo chi lo passa in prima persona come noi può veramente capire».
Dopo la tragedia Mario Tinari ha adottato uno dei cuccioli di pastore abruzzese scampati alla tragedia. La valanga, i soccorsi, i dispersi e l’angosciante attesa di quattro famiglie. In questi giorni la memoria è più volte tornata a quattro anni fa.
Era il 18 gennaio 2017 quando un’enorme valanga colpì l’hotel Rigopiano nel comune di Farindola, nel Pescarese. E la terra del dolore è sempre la stessa: l’Abruzzo. La forza dirompente della slavina travolse il resort di lusso sotto il Gran Sasso. In albergo c’erano 40 persone, di cui 28 ospiti e 12 dipendenti con varie mansioni. Le vittime furono 29. I sopravvissuti 11.
«Ho seguito attentamente la vicenda e ogni giorno ho aperto il giornale nella speranza di una buona notizia», aggiunge Paola Ferretti, la mamma di Emanuele Bonifazi che da qualche anno lavorava come receptionist nel resort. «Con il passare dei giorni le aspettative svaniscono un pochino, ma nel cuore di un genitore, si sa, c’è sempre posto per la speranza. Capisco quello che stanno vivendo, perché lo abbiamo passato prima di loro e sappiamo perfettamente cosa si prova. Tanta vicinanza a questi familiari. Non li conosco, ma se ci sarà la possibilità mi piacerebbe incontrarli per dirglielo di persona». Emanuele era originario di Pioraco (Macerata) e aveva 31 anni.
È disposto a portare una parola di conforto alle famiglie dei quattro escursionisti di Avezzano anche il papà di Cecilia Martella, estetista di Atri nel centro benessere dell’hotel Rigopiano. «Come comitato delle vittime di Rigopiano siamo vicini a tutti i familiari e i parenti dei ragazzi che hanno atteso una notizia per oltre tre settimane», prosegue Marcello. «Purtroppo ogni volta che sento pronunciare la parola valanga incomincio a rivivere tutta la storia vissuta in prima persona in quella settimana di quattro anni fa. Siamo vicinissimi ai nostri conterranei che hanno subìto, come noi, questa dolorosa perdita e siamo disposti a incontrarli per portare loro una parola di conforto. Con il passare dei giorni le speranze si affievoliscono, ma il giorno del ritrovamento è quasi come la fine dell’inizio: la fine della straziante attesa e l’inizio di una vita senza i nostri ragazzi». La sua Cecilia aveva solo 24 anni. Anche durante le ricerche i familiari delle vittime di Rigopiano avevano voluto manifestare tutto il loro affetto, vicinanza e comprensione alle famiglie marsicane. (f.d.m.)
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