Le lenti a contatto: secondo l’esperto è meglio non usarle

Parla il professor Mastropasqua: se non tollerate gli occhiali usate quelle usa e getta, ma lavatevi prima bene le mani
Gli occhi, come il naso e la bocca, rappresentano una possibile porta di accesso al contagio da Covid-19. Meglio allora usare alcune importanti misure di prevenzione, tra cui evitare l'utilizzo di lenti a contatto e prestare attenzione ad arrossamenti e bruciore agli occhi.
A spiegare ai lettori del Centro in che modo comportarci è il professor Leonardo Mastropasqua, direttore del Centro di eccellenza in Oftalmologia dell’università d’Annunzio e della Asl di Chieti, che ci ricorda come «il primo medico deceduto in Cina sia stato proprio un oculista».
«Meglio non usare le lenti a contatto in questo periodo», avverte l’esperto, «perché gli occhi sono esposti al contagio da coronavirus quanto le altre mucose della bocca e del naso, e le mani rappresentano uno dei principali veicoli del virus. Se proprio non si tollerano gli occhiali, scegliete lenti a contatto usa e getta, giornaliere, avendo cura di lavare bene mani, polsi e unghie con acqua e sapone per almeno venti secondi, prima di indossare e di rimuovere le lenti».
Oltre a non toccarci il viso e a lavarci spesso le mani, come possiamo sottrarci ad un possibile contagio attraverso la congiuntiva?
«Se si è costretti ad uscire per andare al lavoro, a fare la spesa o per altre necessità, è importante mantenere sempre la distanza di più di un metro gli uni dagli altri. Questo perché se con la mascherina si proteggono la mucosa nasale e boccale, gli occhi restano scoperti e, se non si rispetta il distanziamento, possono venire a contatto con le goccioline che si diffondono nell'ambiente mentre parliamo, tossiamo o facciamo uno starnuto».
Tra i sintomi dell’infezione da Covid-19 ce n’è uno di cui non si parla molto, la congiuntivite. Come si presenta?
«Con arrossamento, lacrimazione eccessiva, secrezione e bruciore. Tutti segnali di quella che può essere tranquillamente una banale congiuntivite, ma che assume importanza se associata a tosse e febbre. E a quel punto aumenta l’allerta».
Questo è periodo di allergie, come distinguere una congiuntivite virale da una allergica?
«Non ci sono grandi differenze. La congiuntivite virale in generale dà più lacrimazione, in quella allergica prevale il prurito».
L’ASSISTENZA AI PAZIENTI. Il Centro di eccellenza in Oftalmologia è a disposizione dei pazienti per consulti in via telefonica e telematica, per sciogliere dubbi e avere un consulto con lo specialista di settore. «Le restrizioni alle attività sanitarie imposte dall’emergenza Covid-19 impediscono di fatto lo svolgimento delle visite di routine, lasciando in essere solo le urgenze», conclude il chirurgo.
«Abbiamo pensato allora di tenere aperto un contatto, seppure a distanza, con i pazienti, così da riuscire a garantire loro la giusta assistenza anche in caso di possibili disturbi derivanti dai numerosi interventi chirurgici effettuati negli ultimi mesi, per i quali è opportuno assicurare continuità assistenziale e terapeutica attraverso un parere specialistico. La finalità è valutare la regolarità del decorso clinico e l’eventualità di una visita in urgenza. Ma siamo disponibili anche a rispondere per chi ha un problema o una perplessità legata agli occhi».
Il numero da chiamare è 350/0088636, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18, e il sabato dalle 9 alle 12. A rispondere sono i medici dell’équipe di Mastropasqua. E’ possibile anche inviare una mail all’indirizzo clinicaoftalmogica@unich.it. Per ulteriori informazioni, si può visitare il sito della Asl di Chieti.

