Le Naiadi, faccia a faccia tra gestore e Club aquatico

Del Vecchio incontra un gruppo di genitori e convoca le due parti in lite Ma se la controversia non sarà ricomposta, lunedì i ragazzi non entreranno
PESCARA. Le Naiadi sono un caso infinito. La Regione interviene sullo scontro tra l'associazione Club Aquatico Pescara e la società Progetto Sport che gestisce gli impianti delle piscine sulla strada parco.
Una lite infinita tra le parti su presunti accessi al complesso sportivo (di proprietà regionale) negati alle famiglie degli atleti per carenza di atti contrattuali, o ingressi concessi con molte riserve, su cui Enzo Del Vecchio, segretario particolare del presidente Luciano D'Alfonso, vuole vederci chiaro.
Per questa ragione, ieri mattina dopo l'incontro chiarificatore nella sede di viale Bovio con una delegazione composta da nove genitori aderenti all'associazione diretta da Riccardo Fustinoni, ha annunciato la richiesta di un faccia a faccia tra quest'ultimo e il presidente della Progetto Sport Vincenzo Serraiocco.
Scopo della riunione, che Del Vecchio fisserà con ogni probabilità per questa mattina ascoltando entrambi gli interessati, è porre fine a «questa situazione non più accettabile che sta danneggiando non solo l'immagine delle Naiadi che sforna campioni», ma sta mettendo a soqquadro la «logica della promozione turistica sportiva regionale».
Un incontro al vertice previsto comunque per le prossime ore, perché è necessario scongiurare ogni possibilità di stop agli ingressi ventilati dai vertici della Progetto Sport per il prossimo 6 novembre, qualora il Club Aquatico non si mettesse in regola con la documentazione prevista dalle norme contrattuali.
Il nodo, questo, su cui si ingarbuglia l'intera vicenda. I gestori delle Naiadi hanno ripetutamente chiesto all'associazione di via Venezia una serie di documentazioni per completare l'iter contrattuale: atti assicurativi sulle responsabilità civili dei terzi e gli elenchi completi e aggiornati dei tesserati che fruiscono delle piscine per l'anno in corso. Documentazione inviata più volte via mail secondo Fustinoni, ricevuta parzialmente secondo Serraiocco.
Di qui, il "confronto - scontro" che Del Vecchio intende chiudere definitivamente anche con l'obiettivo di «restituire serenità alle famiglie e agli atleti che hanno diritto di svolgere le attività sportive in una struttura pubblica».
Le famiglie (200 i tesserati secondo il Club Aquatico, non più di 100 gli iscritti a frequentare gli impianti secondo la Progetto Sport) hanno già minacciato «la mobilitazione in strada», qualora fossero previsti ancora stop di ingressi nella struttura (come accaduto il 25-26 e 27 ottobre scorsi) a causa delle questioni burocratiche irrisolte tra i due organismi societari.
Anche di questo i genitori hanno voluto informare Del Vecchio che ieri mattina li ha ricevuti nel suo ufficio e ascoltati prima di formulare un verdetto che, sia chiaro, precisa «non pende né da una parte né dall'altra».
L'obiettivo è, secondo Del Vecchio, «fare uno sforzo comune per superare difficoltà e incomprensioni. Voglio ascoltare entrambe le ragioni e chiederò una relazione su questa contrapposizione. Ognuno deve agire nel rispetto delle rispettive responsabilità e competenze».
Un incontro tra le parti da svolgersi nell'imminenza che ha lo scopo di dirimere la questione prima del 6 novembre, quando scadranno i termini del nuovo contratto riformulato dalla Progetto Sport al Club Aquatico che Fustinoni sarà chiamato a sottoscrivere.
Qualora non si rispettassero le clausole e i tempi, le Naiadi, come annunciato ieri da Serraiocco, chiuderanno «seppur con rammarico» le porte agli atleti dell'associazione sportiva, a partire proprio da lunedì prossimo. Un pericolo che tutti vogliono scongiurare. E che nessuno vuole vedere trasformato in realtà
©RIPRODUZIONE RISERVATA

